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lunedì 16 aprile 2018

La Voce e il Talismano


Talismano s. m. [dal pers. ṭilismān, plur. di ṭilism, che è dal gr. Tèlesma
«rito p(religioso)»]. – Oggetto naturale o manufatto, spesso decorato di figure o di segni simbolici, cui si attribuisce un valore e un potere magico (e spesso anche sacrale) di aiuto e di propiziazione, e in alcuni casi di protezione, e che perciò si conserva o si porta con sé dappertutto

Il Talismano vocale è una pratica frutto di uno studio e di una ricerca durati alcuni anni ed inserita nel metodo di sviluppo della voce Vocal Harmonics in Motion.


Si tratta di una serie di vocalizzazioni basate sul potere dell'intenzione, sul simbolo e sull'archetipo, mirate a creare un fonema che possa essere utilizzato in diversi ambiti.


Si inizia con la vibrazione più sottile, quella del pensiero e dell'intenzione, si procede poi con la voce parlata casuale per infondere vita ... IO suono IO sono; successivamente si interviene con la pulsazione per creare la struttura . A questo punto attraverso il bisbiglio si introduce la parte "magica", un suono ancestrale, evocativo che si perde nella notte dei tempi, ed infine si procede a cantare la sequenza per attivare il talismano attraverso 
l'IN-CANTO (questa fase prevede l'utilizzo di visualizzazioni e di propriocezione aumentata). Questa pratica può essere utilizzata sia individualmente che in gruppo.

La Voce e il Talismano seminario residenziale 
https://www.facebook.com/events/2075116202776199/

il talismano della foto è di https://www.facebook.com/CreazioniGhii/

© 2018 Lorenzo Pierobon 


martedì 15 settembre 2015

Musica: come influenza la nostra mente e perché?

Un breve , ma interessante articolo sul potere della musica.
La musicoterapia lavora da sempre in questa direzione, ora è necessario cooperare in sinergia con gli ambienti medici e scientifici per diffondere ed applicare.


Musica: come influenza la nostra mente e perché?

La musica parla al cervello: la bioingegneria indaga il connubio tra musica e mente, e scopre una nuova tecnologia naturale contro ansia e stress




Valentina Balestri - 03/09/2015 dal sito www.scienzaeconoscenza.it

Che vita sarebbe senza musica? 
Sono d'accordo con Nietzsche: la vita, senza musica, sarebbe un errore. 
La musica è parte di noi: ascoltare una bella canzone ci fa compagnia, ci dà carica, ci consola e non è un caso che quest’arte sia così tanto amata ed elogiata.

Se ci fosse il modo di darle un ulteriore valore? 
Se la musica potesse consigliare alla mente cosa pensare? 
La bioingegneria ha deciso di andare in fondo alla questione.
La ricerca parte dall’Italia e, per ora, ha portato alla creazione di unalgoritmo in grado di convincere il cervello a provare determinate emozioni.

La musica influenza il nostro stato d’animo
Pensiamo al ritmo: mentre ascoltiamo una canzone, ci capita di iniziare a battere il piede con una certa cadenza, seguendo quella della musica. Se il ritmo della melodia cambia, cambierà anche quello del nostro piede e, è stato dimostrato, cambierà anche quello delle nostre connessioni mentali. 
Grazie a una serie di sperimentazioni, si è avvalorata la possibilità di sintonizzare il cervello a determinate frequenze cerebrali: alcuni brani musicali possono concretizzare specifici stati d’animo, come la calma e laserenità, condizioni che permettono al potenziale del nostro cervello di essere sfruttato al massimo.

Numerosi operatori sanitari, manager dalle giornate multitasking, sportivi e studenti alle prese con gli esami, hanno sottoposto alla loro attenzione questa alternativa naturale, per ritrovare l’efficienza mentale.
La solidità del progetto è stata verificata più volte in campo neurologico: ad esempio, tramite magnetoencefalografia, ovvero una raffinatissima tecnica di imaging biomedico funzionale, si sono riscontrati risultati al di sopra di ogni aspettativa. 

Perché il nostro cervello lavora meglio quando siamo calmi?
La parola ai ricercatori 
"Immaginiamo di avere un metronomo (anche se in realtà sono molti) nel lato destro e uno nel lato sinistro del cervello, che non sempre vanno a tempo. Quando vanno “più a tempo” si dice che il parametro, chiamato coerenza inter-emisferica, aumenta.
Un alto livello di coerenza tra emisferi corrisponde a stati di calma e benessere (come accade, ad esempio, durante una seduta di meditazione)e cosa fondamentale, a un’efficienza neurale più elevata. 

Il lavoro è lungo e difficile, lo scopo è fornire un ascolto piacevole e allo stesso tempo coinvolgente, non si possono semplicemente produrre brani musicali seguendo il metodo consueto: non si può, cioè, comporre una normale canzone e inserirci qualcosa “che rilassi”. Si parte sempre dalcampo biomedico, che deve trovare nei brani musicali le condizioni necessarie perché tutto funzioni.


La musica varca un altro confine: oltre ad accompagnarci nelle nostre giornate, farci tornare il sorriso o strapparci una lacrima di malinconia, può rilassarci e calmare ansia e stress, ma soprattutto può renderci più brillanti e intelligenti.



Mi piace pensare alla musica come a una scienza delle emozioni.

George Gershwin

lunedì 13 ottobre 2014

La Voce e il Serpente

Il metodo Vocal Harmonics in Motion utilizza il simbolo, la metafora, gli archetipi per un lavoro profondo e completo sulla voce.

Utilizzo il fonema MO. 

M crea il radicamento e il contatto con la terra, O l'apertura e l'accoglienza, la comprensione, il contenitore.

La linea ORIZZONTALE nota singola tenuta: la vita, il corpo, la materia

La linea VERTICALE  glissando dal grave all'acuto e dall'acuto al grave;intervalli: la connessione, lo spirito, l'energia
Uniti formano la croce, le quattro direzione: la materia incontra lo spirito.
Il SERPENTE si muove e trasforma le linee in melodia: il rinnovamento, la rinascita.

© 2014 Lorenzo Pierobon

lunedì 1 settembre 2014

I 7 pilastri del benessere Vocal Harmonics in Motion

Le tecniche multidisciplinari del metodo Vocal Harmonics in Motion®. sono rivolte alle persone intese come esseri umani completi costituiti da: corpo, mente, spirito. Partire per questo viaggio significa riappropriarsi dei colori del suono enfatizzando gli armonici presenti nella voce naturale.
Il metodo VHM si concentra in particolare su aree specifiche per identificare i punti di forza da consolidare, o le zone deboli da rinforzare. 
Tramite un questionario e la successiva elaborazione delle risposte si ottiene un grafico che identifica il percorso da intraprendere. 

1. Pianificazione personale: consiste nell’identificare un possibile scopo della nostra esistenza, attingendo dalle esperienze passate, collocandole nel presente per realizzare obiettivi nel futuro, che siano in grado di conferire uno scopo realistico alla vita.
2. Gestione dell’ambiente: è l’abilità che consente di sviluppare i nostri talenti e di riconoscere le opportunità, per superare le avversità che si presentano nel corso della nostra esistenza.
3. Flusso di crescita personale: significa acquisire la consapevolezza di aver iniziato un cammino di crescita, mettersi in gioco, essere aperti al nuovo, mantenere ed alimentare la sensazione di essere in un flusso continuo di esperienze di crescita che contribuiscono a migliorare la nostra persona
4. Autonomiaadattare il proprio comportamento alle situazioni per sentirsi in grado di agire in maniera indipendente,  al di la dei condizionamenti culturali,sociali, emozionali  che spingono ad atteggiamenti conformisti. 
5. Gestione relazionale: misura la capacità di instaurare relazioni personali, sociali, sentimentali, sviluppando le caratteristiche di empatia e di vicinanza con le persone.
6. Benessere personale: un buon livello di autostima e di auto accettazione personale permettono di fare i conti con i nostri limiti e di accedere ad un’area di “comfort” in cui tutti gli aspetti della nostra persona, positivi o negativi, possano essere accettati e compresi senza deviare da quella che è la nostra natura più intima.
7. Spiritualità: coltivare ed integrare questa qualità con tutte le precedenti in modo da rendere armoniosa la propria esistenza, libera da condizionamenti, paure e dubbi che non appartengono alla nostra natura.

Possiamo quindi parlare di un approccio transpersonale alla musicoterapia . Il metodo utilizza inoltre tecniche  di deep listenings, rilassamento guidato, gestione dello stress, rivitalizzazione dei centri energetici, massaggio sonoro con campane tibetane, didgeridoo e diapason e lettino armonico.
Questo metodo è particolarmente indicato a chi utilizza la voce in modo professionale: cantanti, attori, doppiatori, insegnanti, managers, negoziatori, trainers. Consigliato anche per professionisti nell'ambito artistico: danzatori e musicisti per incrementare la creatività e per utilizzare la voce come strumento di crescita della propria professionalità.
Le nostre proposte sono particolarmente indicate per chi è sottoposto allo stress ed alla frenesia della vita quotidiana, ma anche per chi semplicemente intende intraprendere un percorso interiore e di crescita con e attraverso la voce.

Tutte le attività creative sono molto utili per raggiungere un buon equilibrio. La musica, come anche il canto e la danza, ha bisogno di ordine e concentrazione per esprimere al meglio le sue potenzialità creative e artistiche.  Essa ha un effetto positivo sia a livello fisiologico sia psicologico, in quanto, attraverso i suoni, può far emergere sensazioni e stati d’animo inconsci. Di fatto, la musicoterapia transpersonale permette di esprimersi attraverso un codice alternativo a quello verbale e proprio per questo può essere di aiuto a chi ha  difficoltà ad esprimere le proprie emozioni, per sbloccare resistenze o conflitti interiori.
Il terapeuta utilizza soprattutto suoni, voce,musica, silenzi e movimenti per aprire un canale di comunicazione privilegiato, Prevale quindi una modalità di comunicazione non verbale, dando così particolare valore alle emozioni, alle sensazioni, alle immagini, ai ricordi. 

© 2014 Lorenzo Pierobon  


mercoledì 9 luglio 2014

La Voce e l'intenzione

Guarda il video

La notizia della ragazza thai che addormenta gli elefanti con il suono della voce sta facendo il giro del web ed è stata persino rilanciata sui TG nazionali, sinceramente non capisco lo stupore, la voce accompagna da tempo immemore l'evoluzione dell'essere umano ed ha un potere che va oltre la parola, la comunicazione sociale, l'utilizzo artistico; quindi se una madre è in grado di addormentare il proprio bimbo con una ninna nanna perchè non dovrebbe  succedere altrettanto tra due esseri viventi, anche se di specie diverse?  In questo caso come in altri casi del genere ciò che conta non sono solo i parametri fisici/musicali: altezza, timbro, intonazione, melodia, ma un altra "frequenza" ad altissimo rendimento : l'intenzione. Ecco il segreto della Voce...

Fonte Corriere.it

Un capannone nell’Elephant Nature Park a Mae Taeng, un centro fondato nel 1996 nel nord della Thailandia per salvare e riabilitare i pachidermi strappati dallo sfruttamento turistico. C’è l’elefante Lek, che in thailandese significa «piccolissima», e la sua guardiana Faa Mai. I due hanno stretto un legame unico. In un video, che ha iniziato a circolare molto sui forum e social network, si vede la ragazza cantare per una dolce ninna nanna il suo grosso amico. Lui, cullato dalla quella voce si addormenta subito iniziando a russare sonoramente. Il centro ospita 35 elefanti.

martedì 9 giugno 2009

Viaggiare con la voce

di Silvia Turrin (www.amadeusonline.net)

 In questa rubrica abbiamo avuto modo di parlare spesso del canto armonico (detto anche difonico o degli ipertoni). Una tecnica antica, presente nelle mitologie di molti popoli (tra cui gli egizi e gli indiani Hopi), usata già in tempi remoti per scopi terapeutici. Soprattutto in Tibet e nella regione Tuvica della Mongolia l'impiego degli armonici ha una lunga tradizione e ha raggiunto alti livelli di complessità. Il canto dei monaci tibetani è l'unico a essere caratterizzato da note particolarmente basse (due ottave sotto il Do medio).Questi profondi vocalizzi permettono ai monaci non solo di entrare in una dimensione spirituale e di unirsi alle forze del macrocosmo, ma anche di intensificare la consapevolezza interiore, aumentare la propria concentrazione, rallentare e rafforzare la respirazione. Grazie alle ricerche di etnomusicologi e di studiosi di varia estrazione, la conoscenza del canto armonico si è diffusa in Occidente ed è sempre più utilizzata anche da molti musicoterapeuti. Lorenzo Pierobon ha creato il metodo Vocal Harmonics in Motion, sviluppato considerando la persona a livello olistico: agisce infatti sul corpo, sulla mente e sulla parte energetica interna. È un approccio transpersonale alla musicoterapia, poiché unisce il canto armonico a specifici movimenti ed esercizi utili per migliorare la mobilità e l'elasticità degli organi interni che concorrono alla fonazione (come la laringe e l'addome). Questo particolare metodo, basato sulle conoscenze e sulle tecniche già in uso da vari popoli (tibetani, mongoli, aborigeni australiani), prepara e accorda il corpo all'emissione vocale. Il canto armonico, scaturito da questo processo di consapevolezza totale, stimola il sistema fisico, influisce sul sistema nervoso generando sensazioni rilassanti. Inoltre, il controllo della respirazione permette una maggiore ossigenazione delle cellule. 
Sperimentare il canto armonico significa esplorare altre culture, prima ritenute arcaiche, ora rivalorizzate grazie a varie ricerche che studiano gli effetti positivi della voce sulla mente, sul corpo fisico, ma anche sulla sfera più sottile dell'uomo. A tal proposito, Pierobon afferma "L'energia sottile contenuta nella voce, soprattutto se veicolata da vocalizzi adeguati, entra in risonanza con la parte più nascosta e intima di ciascuno di noi, quella scintilla divina che viene riconosciuta da molte culture religiose e non, come l'Anima. Soprattutto quandovengono emessi suoni in gruppo, dove l'intenzione comune sia quella di raggiungere la consapevolezza dell'Unità, ecco che la voce evoca immediatamente emozione profonda, senso di appartenenza, si accende il processo intuitivo che porta al concetto di coscienza collettiva". 

sabato 21 marzo 2009

Seminario di Vocal Harmonics in Motion


Di seguito riporto un commento del dott.Tullio Carere, Psichiatra,Psicoterapeuta, riguardante il seminario di Vocal Harmonics in Motion , che si è tenuto presso la scuola Cura di Sè a Bergamo.


Il giorno prima del laboratorio di Lorenzo Pierobon avevamo parlato, nei seminari della nostra Scuola, del sé come fenomeno quantico. Il sé è inteso in diverse tradizioni come una scintilla, un frammento di luce imprigionato in una materia opaca. Da questa prigione il sé cerca di evadere, e in questo consiste il processo di realizzazione, liberazione o illuminazione indicato in diverse tradizioni, in cui il processo è inteso in diversi modi: da quelli più manichei, in cui lo spirito deve semplicemente separarsi dalla materia lasciandola al suo destino, a quelli più tantrici, in cui il corpo è visto come il tempio dell'anima, che cessa di essere una prigione per diventare una splendida dimora nella misura in cui è ripulito da tutti i detriti e i condizionamenti che lo ingombrano ed è reso, grazie a questo svuotamento, capace di respirare il respiro della vita o di farsi veicolo del logos universale. Su questo comune terreno tantrico ci siano subito trovati in sintonia con Lorenzo. La metafora del fenomeno quantico -- forse più che una metafora -- è diventata per me specialmente calzante nella parte finale del laboratorio. Dopo una giornata di esercizi di respirazione, vocalizzazione e movimento, di cui molti di noi si sono giovati per sciogliere o almeno ammorbidire blocchi e corazze, siamo arrivati a mettere in pratica quello che avevamo imparato nel canto armonico corale. Una caratteristica ben nota dei fenomeni quantici è la doppia natura di onda e corpuscolo degli oggetti o eventi subatomici. Anche il sé ha questa caratteristica: di onda in quanto fluisce e trascende la condizione di separatezza tra soggetto e oggetto, tra io e mondo; e di entità individualmente distinta, di unità psicosomatica che vive nella relazione con gli altri corpi-mente. Nel momento del canto armonico corale ho avuto nettamente la sensazione di essere parte di un'onda sonora in cui sono attraversato da un canto che mi libera dall'intenzione egoica che vorrebbe fare di me il soggetto del canto; ma nello stesso tempo ho avuto la chiara percezione di non perdermi o fondermi nel gruppo come un tutto indifferenziato, bensì di essere un'entità distinta che non vuole emergere o essere in qualsiasi modo speciale, ma vuole dare il suo contributo al canto del gruppo armonizzando la propria voce con quella che lo avvolge. Mi sembra che la parola chiave sia l'aggettivo "armonico" che specifica il sostantivo canto. Essere in armonia non vuol dire perdersi o fondersi nel tutto: ma essere un'entità distinta dalle altre che si pone con le altre in una relazione di accordo, e non di contrapposizione. Credo di dire un'ovvietà se aggiungo che una superiore armonia ha bisogno anche di dissonanze. Che senso avrebbe la concordia se non ci fosse la discordia? Tutto è conflitto, osservava Eraclito, ogni cosa nasce dal conflitto. Salvo che creare o evidenziare conflitti è facilissimo. Risolverli in armonia è molto più difficile. Ben venga dunque una pratica che aiuta nel compito tanto arduo quanto indispensabile di aumentare il livello di armonia in noi stessi e nel mondo. Ce n'è un gran bisogno.

Tullio Carere, Psichiatra – Psicoterapeuta – Scuola di Cura di Sé

www.diacounseling.it

domenica 28 dicembre 2008

intervista a Lorenzo Pierobon seconda parte

fonte: http://www.sound36.com/











Si chiude con quest'intervista la nostra chiacchierata con Lorenzo Pierobon, musicoterapeuta, che avevamo già incontrato in precedenza (vedi intervista Musicoterapia, un ponte per le emozioni).

Allora Lorenzo, hai sviluppato un metodo di lavoro tutto tuo, il Vocal Harmonics in Motion. La voce è uno strumento che ci aiuta a stare bene?
Sì, come raccontavo nel nostro precedente incontro, io nasco come cantante, per cui considero la voce un elemento imprescindibile da me. Negli anni ho poi scoperto l'importanza che ha la voce, non solo come mezzo di comunicazione o strumento musicale, ma come strumento per compiere un'indagine introspettiva dentro se stessi. Circa agli inizi degli anni '90 mi sono avvicinato alle discipline orientali dove la voce è uno strumento fondamentale per entrare in contatto con la propria dimensione spirituale attraverso la recitazione di un mantra. Decido poi, di studiare per divenire musicoterapeuta e in quest'ottica ho cercato di usare lo strumento che conosco meglio, cioè la voce, per il mio lavoro. Aggiungerei uno strumento che non costa nulla ed è anche facile da trasportare!

In pratica, in cosa consiste il tuo metodo?
Il mio metodo è appunto la summa delle mie esperienze di vita. Anni fa mi capitò di lavorare presso un'ONG (Organizzazione Non Governativa), che si occupava di costruire pozzi e scuole in dei piccoli villaggi in India. Lì per tentare di comunicare con i bambini utilizzai il canto, poiché loro non parlavano italiano e io non parlavo il loro idioma. In realtà più che cantare intonavamo le vocali e lì ho avuto la dimostrazione che, nella vocalizzazione, la lettera A è uguale in tutte le parti del Mondo e che il canto ha lo stesso effetto aggregante ovunque tu sia, è un mezzo che unisce e permette alle emozioni di fluire. In quest'ottica possiamo considerare la vocalizzazione un mezzo transverbale, i suoni emessi consentono il fluire delle emozioni determinando delle modifiche nel corpo e nella mente delle persone. Il canto vocalico sblocca le emozioni e favorisce la socializzazione. Addirittura studi clinici recenti (
"Effetti del canto in coro sulla secrezione dell'immunoglobulina A, del cortisolo e su stati emozionali" - Journal of Behavioral Medicine, 2004) hanno dimostrato come il canto stimoli la produzione di immunoglobuline da parte dell'organismo aumentando in tal modo le difese naturali. Inoltre, il canto vocalico annulla le distanze del saper cantare e avvicina le persone. Ma il percorso non era ancora completo. Nel '90 mi imbatto nel canto armonico e negli armonici superiori che diventano parte integrante del mio metodo (vedi box in fondo). Il canto armonico ha effetti sconvolgenti sul nostro organismo, è stato dimostrato che abbassa il battito cardiaco, rallenta i cicli respiratori, modifica lo stato di coscienza, ha in pratica effetti molti simili a quelli raggiunti attraverso la respirazione olotropica, utilizzata in psicologia per poter entrare intimamente a contatto con le proprie problematiche. Ultimo elemento presente nel Vocal Harmonics in Motion, è rappresentato dal movimento effettuato attraverso l'introduzione del Qi-Gong, una metodologia cinese d'educazione motoria e d'attivazione dell'energia vitale, considerata la via dell'armonia del corpo e dello spirito.

Mi vuoi raccontare in cosa consiste una seduta tipo?
Tralasciando la fase iniziale di accoglienza e di conoscenza, che passa attraverso la verbalizzazione, passiamo alla seduta vera e propria. Si inizia con una fase di riscaldamento della voce, generalmente si emettono dei vocalizzi a bocca chiusa. Questa fase solitamente ha un effetto rilassante. Poiché l'emissione dei suoni avviene con il contributo di tutto il corpo, che funziona come una "cassa di risonanza", la fase successiva sarà di riscaldamento fisico. La seduta a questo punto cambia a seconda del paziente e delle ragioni che lo hanno spinto a rivolgersi a noi. La vocalizzazione si impara sulla triade vocalica di base UOA e sull'imitazione, come avviene nelle regioni dell'Asia, dove la tradizione culturale e musicale si tramandano prevalentemente per via orale. Per ciò che riguarda il canto armonico esiste da tempo immemore, fa quindi parte del nostra patrimonio archetipico che si è affinato con il tempo. I bambini lo imparano in pochi minuti, gli adulti hanno maggiori difficoltà, soprattutto nella fase di identificazione e riconoscimento durante l'ascolto, ma sono tutte difficoltà superabili soprattutto vista la determinazione ad affrontare questo tipo di percorso che permette di risolvere diversi tipi di problematiche, dallo stress all'ansia, ma anche problemi strettamente legati alla voce, dalla difficoltà di comunicazione alle afasie.

Un'ultima domanda, occupandoci noi di musica, cosa possiamo ascoltare per farci un'idea delle cose di cui abbiamo parlato?
Consiglio vivamente le registrazioni di David Hykes, che è stato anche mio maestro. Mentre se volete saperne di più dal 2009 uscirà un libro scritto a quattro mani con la dott.ssa Veronica Vismara dal titolo: "La voce Emozionale".

Tiziana Cantarelli (21.12.08)

Che cos’è il canto armonico?
Il suono prodotto da un corpo vibrante non è mai puro, ma è costituito da un amalgama in cui al suono fondamentale se ne aggiungono altri più acuti e meno intensi: questi sono gli armonici, che hanno una importanza fondamentale nella determinazione del timbro di uno strumento e nella determinazione degli intervalli musicali.
Il canto armonico è una particolare tecnica vocale che consiste nell’emissione di una nota fondamentale contemporaneamente ad altre (armonici o overtones) che a questa si sovrappongono. Ha una tradizione antichissima che si perde nella notte dei tempi, si ritrova in moltissime civiltà e culture. Particolarmente evidenti nella tradizione tibetana e mongola tuvana dove gli armonici vocali sono preminenti e legati alle cerimonie sciamaniche.

Per approfondire l'argomento:
http:\\www.lorenzopierobon.com/
(da ascoltare)
David Hykes,
True to the times, New Albion recors, 1993
David Hykes,
Hearing the solar winds, Ocora, 1982
Michael Vetter,
Nocturne, Amiata records, 1993
Nebula,
The path of withe clouds , Stella Maris, 2003
Mariolina Zitta,
Concert for bats, Earth/ear, 2007
(da leggere)

Lorenzo Pierobon-Veronica Vismara, Suoni dell'anima l'essenza nascosta della voce, Minerva edizioniHazrat Inayat Khan, Il misticismo del suono, Edizioni Mediterranee, 1994