La Voce e il Talismano seminario residenziale
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Canto armonico, musicoterapia, canto, ricerca e sperimentazione vocale...il Pieroblog
3. Flusso di crescita personale: significa acquisire la consapevolezza di aver iniziato un cammino di crescita, mettersi in gioco, essere aperti al nuovo, mantenere ed alimentare la sensazione di essere in un flusso continuo di esperienze di crescita che contribuiscono a migliorare la nostra persona![]() |
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In questa rubrica abbiamo avuto modo di parlare spesso del canto armonico (detto anche difonico o degli ipertoni). Una tecnica antica, presente nelle mitologie di molti popoli (tra cui gli egizi e gli indiani Hopi), usata già in tempi remoti per scopi terapeutici. Soprattutto in Tibet e nella regione Tuvica della Mongolia l'impiego degli armonici ha una lunga tradizione e ha raggiunto alti livelli di complessità. Il canto dei monaci tibetani è l'unico a essere caratterizzato da note particolarmente basse (due ottave sotto il Do medio).Questi profondi vocalizzi permettono ai monaci non solo di entrare in una dimensione spirituale e di unirsi alle forze del macrocosmo, ma anche di intensificare la consapevolezza interiore, aumentare la propria concentrazione, rallentare e rafforzare la respirazione. Grazie alle ricerche di etnomusicologi e di studiosi di varia estrazione, la conoscenza del canto armonico si è diffusa in Occidente ed è sempre più utilizzata anche da molti musicoterapeuti. Lorenzo Pierobon ha creato il metodo Vocal Harmonics in Motion, sviluppato considerando la persona a livello olistico: agisce infatti sul corpo, sulla mente e sulla parte energetica interna. È un approccio transpersonale alla musicoterapia, poiché unisce il canto armonico a specifici movimenti ed esercizi utili per migliorare la mobilità e l'elasticità degli organi interni che concorrono alla fonazione (come la laringe e l'addome). Questo particolare metodo, basato sulle conoscenze e sulle tecniche già in uso da vari popoli (tibetani, mongoli, aborigeni australiani), prepara e accorda il corpo all'emissione vocale. Il canto armonico, scaturito da questo processo di consapevolezza totale, stimola il sistema fisico, influisce sul sistema nervoso generando sensazioni rilassanti. Inoltre, il controllo della respirazione permette una maggiore ossigenazione delle cellule. Il giorno prima del laboratorio di Lorenzo Pierobon avevamo parlato, nei seminari della nostra Scuola, del sé come fenomeno quantico. Il sé è inteso in diverse tradizioni come una scintilla, un frammento di luce imprigionato in una materia opaca. Da questa prigione il sé cerca di evadere, e in questo consiste il processo di realizzazione, liberazione o illuminazione indicato in diverse tradizioni, in cui il processo è inteso in diversi modi: da quelli più manichei, in cui lo spirito deve semplicemente separarsi dalla materia lasciandola al suo destino, a quelli più tantrici, in cui il corpo è visto come il tempio dell'anima, che cessa di essere una prigione per diventare una splendida dimora nella misura in cui è ripulito da tutti i detriti e i condizionamenti che lo ingombrano ed è reso, grazie a questo svuotamento, capace di respirare il respiro della vita o di farsi veicolo del logos universale. Su questo comune terreno tantrico ci siano subito trovati in sintonia con Lorenzo. La metafora del fenomeno quantico -- forse più che una metafora -- è diventata per me specialmente calzante nella parte finale del laboratorio. Dopo una giornata di esercizi di respirazione, vocalizzazione e movimento, di cui molti di noi si sono giovati per sciogliere o almeno ammorbidire blocchi e corazze, siamo arrivati a mettere in pratica quello che avevamo imparato nel canto armonico corale. Una caratteristica ben nota dei fenomeni quantici è la doppia natura di onda e corpuscolo degli oggetti o eventi subatomici. Anche il sé ha questa caratteristica: di onda in quanto fluisce e trascende la condizione di separatezza tra soggetto e oggetto, tra io e mondo; e di entità individualmente distinta, di unità psicosomatica che vive nella relazione con gli altri corpi-mente. Nel momento del canto armonico corale ho avuto nettamente la sensazione di essere parte di un'onda sonora in cui sono attraversato da un canto che mi libera dall'intenzione egoica che vorrebbe fare di me il soggetto del canto; ma nello stesso tempo ho avuto la chiara percezione di non perdermi o fondermi nel gruppo come un tutto indifferenziato, bensì di essere un'entità distinta che non vuole emergere o essere in qualsiasi modo speciale, ma vuole dare il suo contributo al canto del gruppo armonizzando la propria voce con quella che lo avvolge. Mi sembra che la parola chiave sia l'aggettivo "armonico" che specifica il sostantivo canto. Essere in armonia non vuol dire perdersi o fondersi nel tutto: ma essere un'entità distinta dalle altre che si pone con le altre in una relazione di accordo, e non di contrapposizione. Credo di dire un'ovvietà se aggiungo che una superiore armonia ha bisogno anche di dissonanze. Che senso avrebbe la concordia se non ci fosse la discordia? Tutto è conflitto, osservava Eraclito, ogni cosa nasce dal conflitto. Salvo che creare o evidenziare conflitti è facilissimo. Risolverli in armonia è molto più difficile. Ben venga dunque una pratica che aiuta nel compito tanto arduo quanto indispensabile di aumentare il livello di armonia in noi stessi e nel mondo. Ce n'è un gran bisogno.
Che cos’è il canto armonico? Il suono prodotto da un corpo vibrante non è mai puro, ma è costituito da un amalgama in cui al suono fondamentale se ne aggiungono altri più acuti e meno intensi: questi sono gli armonici, che hanno una importanza fondamentale nella determinazione del timbro di uno strumento e nella determinazione degli intervalli musicali. Il canto armonico è una particolare tecnica vocale che consiste nell’emissione di una nota fondamentale contemporaneamente ad altre (armonici o overtones) che a questa si sovrappongono. Ha una tradizione antichissima che si perde nella notte dei tempi, si ritrova in moltissime civiltà e culture. Particolarmente evidenti nella tradizione tibetana e mongola tuvana dove gli armonici vocali sono preminenti e legati alle cerimonie sciamaniche. |