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mercoledì 9 luglio 2014

La Voce e l'intenzione

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La notizia della ragazza thai che addormenta gli elefanti con il suono della voce sta facendo il giro del web ed è stata persino rilanciata sui TG nazionali, sinceramente non capisco lo stupore, la voce accompagna da tempo immemore l'evoluzione dell'essere umano ed ha un potere che va oltre la parola, la comunicazione sociale, l'utilizzo artistico; quindi se una madre è in grado di addormentare il proprio bimbo con una ninna nanna perchè non dovrebbe  succedere altrettanto tra due esseri viventi, anche se di specie diverse?  In questo caso come in altri casi del genere ciò che conta non sono solo i parametri fisici/musicali: altezza, timbro, intonazione, melodia, ma un altra "frequenza" ad altissimo rendimento : l'intenzione. Ecco il segreto della Voce...

Fonte Corriere.it

Un capannone nell’Elephant Nature Park a Mae Taeng, un centro fondato nel 1996 nel nord della Thailandia per salvare e riabilitare i pachidermi strappati dallo sfruttamento turistico. C’è l’elefante Lek, che in thailandese significa «piccolissima», e la sua guardiana Faa Mai. I due hanno stretto un legame unico. In un video, che ha iniziato a circolare molto sui forum e social network, si vede la ragazza cantare per una dolce ninna nanna il suo grosso amico. Lui, cullato dalla quella voce si addormenta subito iniziando a russare sonoramente. Il centro ospita 35 elefanti.

mercoledì 6 aprile 2011

Simbologia della triade vocalica U O A nel canto armonico

Una delle sequenze vocaliche che utilizzo più frequentemente per insegnare la tecnica a singola cavità è UOA, una sequenza che in qualche modo ritengo "sacra",  in questo breve articolo cercherò di spiegarne le motivazioni.
Nel canto armonico, la tecnica a singola cavità prevede l'estrema nasalizzazione del suono, mentre la lingua assume una posizione intermedia o bassa.
La maggior parte delle consonanti ( tranne m, n e ng)  e tutte le  vocali, sono a risonanza orale, mentre nel canto armonico si predilige l'abbassamento del velo palatino per rendere più agevole il transito dell'onda sonora e favorire così l'uso accoppiato  delle cavità nasali e dei  risuonatori. La sequenza che propongo, ha una forte componente simbolica e non è un semplice esercizio meccanico, porta in se l'essenza nascosta della voce: l'intenzione.



U:
Le labbra sono protruse determinando una piccola apertura circolare , la punta della  lingua  è in avanti mentre la parte posteriore risulta sollevata. Il suono della  U parte dalle zone più basse del nostro corpo, lo attraversa tutto fino a dipingere un piccolo cerchio sulla bocca semi chiusa con le labbra molto ravvicinate. La U è terra, radicamento,  è il sacro rituale.



O:
E' la vocale di passaggio tra U e A  si articola con una  ampia  apertura della cavità orale, la lingua è arretrata (compresa la punta), la parte posteriore è ancora più sollevata rispetto alla U.
Il suono si allarga e sale abbracciando la totalità del corpo. La O è rotonda e corposa, un mondo che si manifesta improvviso all'interno della cavità orale, è il vuoto "non vuoto".
Le labbra dipingono  un ampio cerchio sulla bocca aperta.


A:
Gli angoli delle labbra si allontanano, la lingua è rilassata e adagiata sul fondo della bocca. Tutto il flusso d'aria ha compiuto il suo percorso verso l'alto, il cuore è stato conquistato.
La A è la forza maestosa governata dalla calma. Le labbra dipingono un'ellisse.

Ora che abbiamo il quadro completo dei simboli che le labbra creano durante l'emissione di ogni singola vocale,  possiamo intonare l'intera sequenza U O A, avendo cura di glissare lentamente da un suono al successivo, le vocali scivolano una all'interno dell'altra in maniera fluida e consequenziale, gli armonici emergono chiari e scintillanti; con movimenti minimi delle labbra possiamo passare da una forma/simbolo all'altra , fino ad ottenere il risultato finale.


La voce ritrova la sua essenza, l'intenzione raggiunge lo scopo e si apre alla "visione"





© 2011 Lorenzo Pierobon












sabato 19 marzo 2011

Voice cards, le carte della voce. Canto armonico

Le Voice cards, carte della voce, nascono come uno strumento creativo/didattico all'interno del metodo Vocal Harmonics in Motion®. Sono state create sulla base base dell'esperienza acquisita durante i laboratori e le sessioni individuali di musicoterapia con i bambini. I bambini, come risaputo, sono in grado di trasformare la realtà attraverso  la loro fantasia priva di filtri e giudizio. Attraverso il gioco sono in grado di esplorare l'ambiente circostante, di aggiungere costantemente nuove informazioni; il contesto  ludico in cui si muovono permette di sviluppare ed aumentare le capacità creative e di incentivare l'autostima.
Da queste osservazioni l'idea di creare uno strumento ludico/creativo/didattico che favorisse un approccio istintivo al canto e alla vocalizzazione. Molto spesso giudizio, vergogna, paura della prestazione, bloccano le persone che desiderano avvicinarsi al canto o alla ricerca vocale; le voice cards permettono di rimuovere rapidamente questi blocchi  stimolando la parte ludica ed istintiva di ciascuno di noi.
Uso da molto tempo questo strumento nei corsi di formazione, nei laboratori della voce, e per  lavorare in tempi brevi sulle dinamiche di gruppo; strumento indispensabile nei seminari di canto armonico per abituare  i partecipanti all' improvvisazione informale.
Sono  20 carte che riportano  segni grafici da interpretare/improvvisare vocalmente (o musicalmente), possono essere utilizzate singolarmente, a coppie oppure in gruppo.

L'uso è semplice, si distribuiscono le carte  ai partecipanti, (le carte devono rimanere coperte) quando viene richiesto si gira la carta cercando di  "cantare" il segno grafico, naturalmente questo deve avvenire in maniera immediata, senza far intervenire la mente e di conseguenza il giudizio. Questa richiesta  così rapida ed immediata permette di attivare le risorse creative delle persone e di far leva sull'aspetto ludico per emettere suoni che all'inizio possono apparire buffi e poco musicali, ma che si strutturano sempre di più ogni volta che gli esercizi incrementano il grado di difficoltà.
L'interpretazione della carta viene lasciata alla fantasia di chi "canta" il disegno, senza fornire ulteriori indicazioni, peraltro celate all'interno di ogni singola carta. Una volta compreso il meccanismo si possono fornire ulteriori particolari per aumentare il livello di osservazione e quindi di interpretazione della carta..es: lato da cui la si guarda, la direzione da cui partire a leggerla, la sfumatura e l'intensità del tratto grafico etc.
La fantasia è l'unico limite.....

Un'altra modalità di utilizzo è quella che consiste nel comporre delle vere e proprie partiture. In questo caso il gruppo sarà diviso in due sottogruppi ai quali verranno consegnate una decina di carte, che forniranno elementi di: armonia, melodia, tempo, dinamica, intensità etc.
Interessante notare che,  durante lo svolgimento di  questo esercizio si osservano delle dinamiche di gruppo molto particolari: la definizione  delle figure di leader e contro leader, la rapidità della decisione gruppale nel definire un codice musicale, la creatività del singolo che trascina gli altri componenti, la forza del gruppo che emerge per creare e trasformare le immagini in musica. Così Il disegno incontra la "Voce".
                                        
© 2011 Lorenzo Pierobon







lunedì 7 marzo 2011

La Via dell'arco, la Via della voce. Canto armonico

Dopo aver letto " Lo Zen e il tiro con l'arco di Eugen Herrigel ", ho pensato che vi fosse un certa similitudine tra l'arciere ed il cantante. L'arciere tende il suo arco, si prepara al tiro e scocca la freccia; il cantante (in particolare quello che pratica il canto armonico), prepara il suo arco (il corpo), tende la corda attraverso i movimenti della lingua ...e scocca la sua freccia creando gli armonici al di sopra della nota fondamentale.
Solo dopo essermi iscritto ad un corso di tiro con l'arco, ed aver imparato a tirare,   è arrivata l'intuizione. 
Attraverso la vocalizzazione del fonema : L-U-I si possono imitare e visualizzare le tre posizioni dell'arciere. Questo esercizio si può utilizzare in particolare nel canto armonico a due cavità, cioè quella tecnica che prevede il sollevamento della lingua verso il palato, in modo da formare due zone di risonanza, quella superiore e quella inferiore. Attraverso un controllo appropriato possiamo ottenere due (o più) armonici nell'arco di una emissione vocale. 


La prima fase consiste nell' incoccare la freccia  attraverso la vocalizzazione della consonante L. La lingua si posiziona a contatto con gli alveoli dentali (incisivi superiori).









Si passa poi alla vocale U , corrispondente alla fase del tendere l'arco. La vocale u è caratterizzata dalla chiusura delle labbra, che formano un'apertura più stretta, e dall'arretramento della lingua.










Infine per scoccare la freccia si vocalizza la  I , la lingua si appiattisce e i suoi bordi esterni vengono  a contatto con la parte interna dei molari e premolari (arcata superiore), la punta scatta in avanti come la punta della freccia quando lascia la corda tesa dell'arco

Alla fine si uniscono i tre movimenti : incocca (L), tendi (U), scocca (I) in una sola emissione......e la freccia raggiunge il bersaglio! E' così che il cantante, come l'arciere, diventa tutt'uno con il suo canto.



© 2011 Lorenzo Pierobon