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mercoledì 9 luglio 2014

La Voce e l'intenzione

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La notizia della ragazza thai che addormenta gli elefanti con il suono della voce sta facendo il giro del web ed è stata persino rilanciata sui TG nazionali, sinceramente non capisco lo stupore, la voce accompagna da tempo immemore l'evoluzione dell'essere umano ed ha un potere che va oltre la parola, la comunicazione sociale, l'utilizzo artistico; quindi se una madre è in grado di addormentare il proprio bimbo con una ninna nanna perchè non dovrebbe  succedere altrettanto tra due esseri viventi, anche se di specie diverse?  In questo caso come in altri casi del genere ciò che conta non sono solo i parametri fisici/musicali: altezza, timbro, intonazione, melodia, ma un altra "frequenza" ad altissimo rendimento : l'intenzione. Ecco il segreto della Voce...

Fonte Corriere.it

Un capannone nell’Elephant Nature Park a Mae Taeng, un centro fondato nel 1996 nel nord della Thailandia per salvare e riabilitare i pachidermi strappati dallo sfruttamento turistico. C’è l’elefante Lek, che in thailandese significa «piccolissima», e la sua guardiana Faa Mai. I due hanno stretto un legame unico. In un video, che ha iniziato a circolare molto sui forum e social network, si vede la ragazza cantare per una dolce ninna nanna il suo grosso amico. Lui, cullato dalla quella voce si addormenta subito iniziando a russare sonoramente. Il centro ospita 35 elefanti.

mercoledì 1 ottobre 2008

Il canto degli antenati


Milano, 5 set. (Adnkronos Salute) - Melodie e parole unite nella mente dell'uomo primitivo. La musica farebbe parte della nostra storia fin dagli albori, anzi avrebbe costituito il primo rudimentale linguaggio. Mai abbandonata, è arrivata fino a noi entrando a far parte integrante dell'animo umano. Questa la tesi dello studioso inglese Steven Mithen, autore del libro 'Il canto degli antenati', illustrata al recente convegno organizzato dalla Fondazione Mariani a Montreal (Canada). Insomma, più che un prodotto della cultura, la musica sarebbe figlia di biologia ed evoluzione.

Secondo Mithen, è proprio l'emergere dell'Homo Sapiens a determinare la separazione di musica e linguaggio tra 200.000 e 70.000 anni fa. Prima c'era una forma di comunicazione intermedia, basata su variazioni di toni e di ritmo, una sorta di proto-linguaggio che gli antropologi non sono mai riusciti a scoprire. "E' indubbiamente una tesi affascinante, che suggerisce un legame ancora più stretto tra musica e linguaggio - commenta in una nota Luisa Lopez della Fondazione Mariani - e supporta quella parziale sovrapposizione di funzioni e circuiti neurali per processare i due stimoli, suggerita da molti studi scientifici".

Mithen ha anche assegnato un nome a questo proto-linguaggio, al 'canto degli antenati', definendolo Hmmm (Holistic Manipulative Multi Modal Musical Mimetic): una comunicazione rudimentale che in alcuni gruppi, come l'uomo di Nehanderthal, non avrebbe subito gli sviluppi necessari a diventare linguaggio, contribuendo a decretarne l'estinzione