martedì 29 marzo 2011

Musica, cervello, movimento

Rilancio con piacere l'articolo di: Franca Dalla Valle  FONTE HTTP://BRAINFACTOR.IT/ 


Musica, cervello, movimento.Tutti abbiamo provato la sensazione di sentirci "trasportati" dalla musica. Pensiamo a una lunga corsa, a una passeggiata in montagna, a una serie di vasche in piscina... All'inizio i movimenti sono faticosi, rigidi, poco sincroni; ma basta che nella nostra mente riusciamo a creare un ritmo musicale, o immaginiamo di ascoltare una melodia, di lì a poco il respiro si fa più tranquillo e profondo, gli arti acquistano sincronia, la fatica si attenua, diventando addirittura piacevole...
Sperimentalmente è stato scoperto che ascoltare musica in posizione immobile attiva nel cervello le stesse aree che "gestiscono" l'attività motoria. Daniel Levitin, neuropsicologo cognitivo alla McGill University di Montreal e musicista appassionato, racconta i risultati delle sue ricerche effettuate su cervelli sottoposti all'ascolto musicale in un articolo uscito nell'Ottobre del 2007 sul New York Times con il titolo evocativo «Dancing in the Seats» (letteralmente "ballare sulle sedie"), che fa chiaramente il verso alla canzone "Dancing in the Street" scritta nel 1964 da Marvin Gaye per le Martha and the Vandellas, brano di cui forse ci ricordiamo meglio la storica cover del 1985 di David Bowie e Mick Jagger.
La tecnica usata da Levitin è la risonanza magnetica funzionale o "fMRI" (functional Magnetic Resonance Imaging), grazie a cui è possibile osservare in vivo l'attività delle diverse aree cerebrali coinvolte in una attività particolare. I soggetti dell’esperimento sono stati esaminati durante l'ascolto di brani musicali e, come controprova, di loro versioni strutturalmente "scompaginate".
I ricercatori della McGill hanno così scoperto che, anche in condizioni di immobilità, l'ascolto della musica riesce ad eccitare le zone che coordinano le nostre attività motorie. In pratica, se il corpo non può danzare realmente, lo "fa" il cervello, confermando lo stretto legame fra musica e movimento che è consuetudine sperimentare in situazioni ricreative le più disparate.
Questo legame produce effetti importanti anche nel caso delle patologie neurologiche del movimento, come ad esempio la malattia di Parkison, in cui il flusso naturalmente ritmico del movimento viene compromesso, dando vita a una sorta di "balbuzie dei gesti" che può degenerare fino all'immobilità.
Se a un malato di Parkinson con una conoscenza basilare della musica viene data la possibilità di suonare o di muoversi al ritmo di una melodia, i movimenti anomali e difficoltosi che caratterizzano la malattia, riescono ad acquistare maggiore fluidità. Alcuni ricercatori sostengono infatti che l'attivazione del cervello con la musica può avere un effetto analogo a quello dei farmaci comunemente somministrati in questo tipo di disturbo, perché la musica riuscirebbe a stimolare le "vie dopaminergiche", sistema neurotrasmettitoriale implicato non solo nel movimento, ma anche nella sensazione di piacere, nel tono dell'umore, nella depressione, come dimostrano gli studi più recenti.
Interessante inoltre il ruolo che può giocare in questo processo il cervelletto, detto anche archipallio, una delle strutture cerebrali più antiche e primordiali nella nostra specie, che ha fra i suoi compiti principali anche quello di gestire la coordinazione tra il fluire interiore del tempo, gli impulsi e il movimento. In questa prospettiva, anche nella sindrome di Tourette - disturbo neurologico caratterizzato da tic e movimenti compulsivi incontrollabili - "la musica riesce a fornire la struttura entro la quale l'esplosività della sintomatologia può venire incanalata in un flusso governabile, ritmico e creativo", come dimostrerebbero i casi clinici riportati dal famoso neurologo e scrittore Oliver Sacks.
Quando una persona si applica a uno strumento musicale - dice Sacks - suonando riesce a non essere più "posseduta" dalla sintomatologia, dominando la sequela disturbante proprio attraverso una attività non solo ritmica e sensata, ma anche dai risvolti sociali: la musica fornisce la possibilità di sincronizzare l'energia e l'esuberanza del movimento con quella degli altri musicisti del gruppo. Proprio come avviene in generale nei riti e nei fenomeni collettivi delle società umane, in cui la musica fornisce la possibilità di sincronizzazione motoria ed emotiva.
Straordinario può essere infine il legame fra ritmo, melodia, memoria, linguaggio e plasticità cerebrale. Persone che hanno subito lesioni all'area motoria del linguaggio situata generalmente nell'emisfero sinistro (che si dice appunto "dominante" per le abilità linguistiche), diventano afasiche: non sanno dire ad esempio il nome degli oggetti, o a comunicare che hanno sete, o che sono tristi. Possono però utilizzare l’emisfero destro (non lesionato), in cui le capacità linguistiche sono generalmente rudimentali a fronte di una più sviluppata capacità di modulare l'attività musicale, per cantare una canzone... In questo caso le parole risultano tutt'uno con la musica, restano concatenate in modo fisso nel testo della canzone, non vengono usate per una vera e propria comunicazione ma...
Per comunicare verbalmente bisogna poter utilizzare gli elementi scomponibili del linguaggio e comporre le proposizioni che meglio esprimono il nostro pensiero. La riabilitazione musicoterapica, in particolare la tecnica dell'intonazione melodica, si basa proprio sul fatto che la musica può veicolare parole nell'emisfero destro, e questo è in grado di memorizzarle, assumendo gradatamente parte delle funzioni proposizionali in precedenza gestite dall'emisfero sinistro, sino a ridare al paziente la capacità di esprimersi con frasi certo non complesse ma efficaci per tornare a comunicare con le altre persone.
Nella riabilitazione musicoterapica risulta fondamentale anche la relazione emotiva con l'operatore, che può fornire un vero e proprio modello di imitazione e confronto per la gestualità, la prosodia, l'intonazione, caratteristiche estremamente importanti nel linguaggio parlato. Un ruolo analogo insomma a quello della madre quando insegna a parlare al proprio figlio, un lavoro di stretta collaborazione fatto di sintonia, sincronia e reciprocità.
Franca Dalla Valle
Psicologa

Fonte http://brainfactor.it/


Letture di approfondimento:
  1. Daniel J. Levitin, Fatti di musica. La scienza di un'ossessione umana, Codice Edizioni, 2008
  2. Oliver Sacks, Musicofilia, Adelphi 2007
  3. Levitin D.J., Dancing in the Seats, New York Times, October 26, 2007
  4. Martin J., A Mind for Music: Dan Levitin's Journey from Rock to Research, McGill News, Summer 2004

sabato 19 marzo 2011

Voice cards, le carte della voce. Canto armonico

Le Voice cards, carte della voce, nascono come uno strumento creativo/didattico all'interno del metodo Vocal Harmonics in Motion®. Sono state create sulla base base dell'esperienza acquisita durante i laboratori e le sessioni individuali di musicoterapia con i bambini. I bambini, come risaputo, sono in grado di trasformare la realtà attraverso  la loro fantasia priva di filtri e giudizio. Attraverso il gioco sono in grado di esplorare l'ambiente circostante, di aggiungere costantemente nuove informazioni; il contesto  ludico in cui si muovono permette di sviluppare ed aumentare le capacità creative e di incentivare l'autostima.
Da queste osservazioni l'idea di creare uno strumento ludico/creativo/didattico che favorisse un approccio istintivo al canto e alla vocalizzazione. Molto spesso giudizio, vergogna, paura della prestazione, bloccano le persone che desiderano avvicinarsi al canto o alla ricerca vocale; le voice cards permettono di rimuovere rapidamente questi blocchi  stimolando la parte ludica ed istintiva di ciascuno di noi.
Uso da molto tempo questo strumento nei corsi di formazione, nei laboratori della voce, e per  lavorare in tempi brevi sulle dinamiche di gruppo; strumento indispensabile nei seminari di canto armonico per abituare  i partecipanti all' improvvisazione informale.
Sono  20 carte che riportano  segni grafici da interpretare/improvvisare vocalmente (o musicalmente), possono essere utilizzate singolarmente, a coppie oppure in gruppo.

L'uso è semplice, si distribuiscono le carte  ai partecipanti, (le carte devono rimanere coperte) quando viene richiesto si gira la carta cercando di  "cantare" il segno grafico, naturalmente questo deve avvenire in maniera immediata, senza far intervenire la mente e di conseguenza il giudizio. Questa richiesta  così rapida ed immediata permette di attivare le risorse creative delle persone e di far leva sull'aspetto ludico per emettere suoni che all'inizio possono apparire buffi e poco musicali, ma che si strutturano sempre di più ogni volta che gli esercizi incrementano il grado di difficoltà.
L'interpretazione della carta viene lasciata alla fantasia di chi "canta" il disegno, senza fornire ulteriori indicazioni, peraltro celate all'interno di ogni singola carta. Una volta compreso il meccanismo si possono fornire ulteriori particolari per aumentare il livello di osservazione e quindi di interpretazione della carta..es: lato da cui la si guarda, la direzione da cui partire a leggerla, la sfumatura e l'intensità del tratto grafico etc.
La fantasia è l'unico limite.....

Un'altra modalità di utilizzo è quella che consiste nel comporre delle vere e proprie partiture. In questo caso il gruppo sarà diviso in due sottogruppi ai quali verranno consegnate una decina di carte, che forniranno elementi di: armonia, melodia, tempo, dinamica, intensità etc.
Interessante notare che,  durante lo svolgimento di  questo esercizio si osservano delle dinamiche di gruppo molto particolari: la definizione  delle figure di leader e contro leader, la rapidità della decisione gruppale nel definire un codice musicale, la creatività del singolo che trascina gli altri componenti, la forza del gruppo che emerge per creare e trasformare le immagini in musica. Così Il disegno incontra la "Voce".
                                        
© 2011 Lorenzo Pierobon







lunedì 7 marzo 2011

La Via dell'arco, la Via della voce. Canto armonico

Dopo aver letto " Lo Zen e il tiro con l'arco di Eugen Herrigel ", ho pensato che vi fosse un certa similitudine tra l'arciere ed il cantante. L'arciere tende il suo arco, si prepara al tiro e scocca la freccia; il cantante (in particolare quello che pratica il canto armonico), prepara il suo arco (il corpo), tende la corda attraverso i movimenti della lingua ...e scocca la sua freccia creando gli armonici al di sopra della nota fondamentale.
Solo dopo essermi iscritto ad un corso di tiro con l'arco, ed aver imparato a tirare,   è arrivata l'intuizione. 
Attraverso la vocalizzazione del fonema : L-U-I si possono imitare e visualizzare le tre posizioni dell'arciere. Questo esercizio si può utilizzare in particolare nel canto armonico a due cavità, cioè quella tecnica che prevede il sollevamento della lingua verso il palato, in modo da formare due zone di risonanza, quella superiore e quella inferiore. Attraverso un controllo appropriato possiamo ottenere due (o più) armonici nell'arco di una emissione vocale. 


La prima fase consiste nell' incoccare la freccia  attraverso la vocalizzazione della consonante L. La lingua si posiziona a contatto con gli alveoli dentali (incisivi superiori).









Si passa poi alla vocale U , corrispondente alla fase del tendere l'arco. La vocale u è caratterizzata dalla chiusura delle labbra, che formano un'apertura più stretta, e dall'arretramento della lingua.










Infine per scoccare la freccia si vocalizza la  I , la lingua si appiattisce e i suoi bordi esterni vengono  a contatto con la parte interna dei molari e premolari (arcata superiore), la punta scatta in avanti come la punta della freccia quando lascia la corda tesa dell'arco

Alla fine si uniscono i tre movimenti : incocca (L), tendi (U), scocca (I) in una sola emissione......e la freccia raggiunge il bersaglio! E' così che il cantante, come l'arciere, diventa tutt'uno con il suo canto.



© 2011 Lorenzo Pierobon

giovedì 20 gennaio 2011

Musicoterapia transpersonale

L'articolo di Lorenzo Pierobon : Musicoterapia Transpersonale, pubblicato su: "La visione sottile" periodico di cultura transpersonale n° 22   www.integraltranspersonal.com


Per ingrandire clicca sulle immagini


Clicca sulla pagina per ingrandire

Clicca sulla pagina per ingrandire

Clicca sulla pagina per ingrandire

Clicca sulla pagina per ingrandire

© 2011 Lorenzo Pierobon

sabato 8 gennaio 2011

Il canto per migliorare la voce degli insegnanti a scuola

Articolo estratto dal quotidiano  "LA STAMPA" di Torino, dicembre 2010

Clicca sull'immagine per ingrandire l'articolo


lunedì 15 novembre 2010

Voce, canto armonico e fisica quantistica

Clicca sull'immagine per ingrandire
Si è tenuto a Milano nei giorni scorsi il Convegno "Essere umani, prospettive per il futuro", organizzato dall'istituto di psicologia somatorelazionale di Milano IPSO ). L'auditorium dell'università degli studi Bicocca ha visto per due giorni una sala gremita ed un succedersi di interventi molto interessanti moderati con abilità dal prof. Emilo Del Giudice (fisico e ricercatore presso l'Istituto di Fisica Nucleare di Milano).  Medici, filosofi, psicologi, matematici, fisici si sono confrontati per due giorni aprendo spiragli molto interessanti su un nuovo modo di fare ricerca, sintetizzato in  una frase del prof. Del Giudice tratta da un suo  intervento in un precedente convegno: " Una diffusa opinione dipinge la scienza come un’attività fredda e noiosa e gli scienziati come gente anaffettiva e distaccata.La Scienza, invece, come l’Arte, è uno dei canali di risonanza tra gli esseri umani e l’Universo. La creatività degli scienziati può sorgere dalla capacità delle loro anime, e quindi delle loro menti, di oscillare all’unisono con la Natura, proprio come la creatività dei poeti."


Mi sono sentito subito a mio agio tra i vari argomenti: suono, vibrazione, memoria dell'acqua, campi morfici etc.
Il mio intervento , in parte esperienziale, è stato incentrato sulla creazione di un "campo" attraverso la vocalizzazione collettiva modulata dalla frequenza dell'intenzione. In pratica la creazione di quello che definisco "campo di intenzione". 
Tutto l'auditorium, ha vocalizzato per circa una decina di minuti  un particolare suono, con l'intenzione focalizzata a creare un senso di pace e tranquillità nell'ambiente. Al termine il suono di gruppo è sfumato lasciando il posto ad un silenzio carico di un'energia indefinibile (silenzio coerente). Il giorno successivo ho proposto nuovamente l'intervento, questa volta la sala era ancora più gremita, con una variante l'emissione di armonici da parte del pubblico. Ancora una volta la magia si è ripetuta, questa volta quello che si era creato intorno a noi e dentro i noi era ancora più tangibile e presente.
Sono stati utilizzati diversi termini, presi in prestito alla fisica quantistica, per descrivere quello che tutti noi abbiamo vissuto: risonanza morfica, coerenza di fase, dominio di coerenza....
Ancora una volta ho avuto la precisa sensazione che la voce sia  in grado di "creare" qualcosa che va oltre ciò che vediamo e sentiamo con i nostri sensi. In questo ambito  saranno indirizzate  le mie ricerche nel prossimo futuro, confortato dal fatto che nuove idee, nuove scoperte e una nuova categoria di scienziati stanno già da tempo percorrendo questa via.
© 2011 Lorenzo Pierobon


Elenco dei relatori e video dei relativi interventi.



giovedì 9 settembre 2010

Il libro della voce

Il libro della voce   

Gli stili, le tecniche, i protagonisti della vocalità
contemporanea internazionale.
Con 11 interviste esclusive, 23 ritratti fotografici 
e oltre 60 minuti di musica originale.

Collana Rumori
320 pp. + CD audio
formato 14x21
isbn 97888-86784-55-9

  
Questo volume a più voci, costruito grazie al contributo di cantanti, docenti e critici, protagonisti della scena musicale internazionale, rappresenta un testo irrinunciabile per chiunque sia interessato all’universo dell’espressione vocale contemporanea.
Gli oltre 60’ di musica contenuti nel cd audio allegato documentano alcune tra le più incredibili vocalità del nostro tempo, con brani originali di Greetje Bijma, Amelia Cuni, Sidsel Endresen, Joan La Barbara, Fátima Miranda, David Moss, Pamela Z, Lorenzo Pierobon, Tiziana Scandaletti, Kurt Schwitters, Demetrio Stratos, Cristina Zavalloni.

A cura di Claudio Chianura

Testi di Ennio Capece, Claudio Chianura, Amelia Cuni, Giulio Di Raco, Laura Fedele, Andrea Laino, Pamela Z, Luca Pessina, Lorenzo Pierobon, Marilinda Santi, Gianni-Emilio Simonetti, Elettra Vassallo, Veronica Vismara.

Interviste a Beñat Achiary, Laura Aikin, Greetje Bijma, Maria Pia De Vito, Sidsel Endresen, Diamanda Galás, Fátima Miranda, Meredith Monk, Sinead O’Connor, Cristina Zavalloni.


Ritratti fotografici di Rita Antonioli, Roberto Cifarelli, Silvia Lelli, Roberto Masotti, Luciano Rossetti.



Lista dei brani contenuti nel cd

1 Throw it away (Greetje Bijma)
2 Die sonata in Urlauten (Kurt Schwitters)
3 Houwa at the site of the apparition (Sainkho)
4 Stripsody (Tiziana Scandaletti)
5 Per confondersi nella natura (Amelia Cuni)
6 Boys (David Moss & Michael Rodach)
7 Shadowsong (Joan La Barbara)
8 Declaratives ( Pamela Z.)
9 One (Sidsel Endersen)
10 Flautofonie ed altro (Demetrio Stratos)
11 Alankara Skin (Fatima Miranda)
12 Kaigomai-Kaigomai (Cristina Zavalloni)
13 Ictus 0 (Lorenzo Pierobon)




giovedì 26 agosto 2010

Magister Musicoterapia modello Benenzon a Buenos Aires

Ecco il Photoblog del magister di musicoterapia modello Benenzon, sei intensi giorni di lavoro nella fantastica Buenos Aires per perfezionare la nostra professionalità . Tanto lavoro, ma anche tanto divertimento. grazie a tutti i colleghi che hanno partecipato a questa sei giorni della musicoterapia.

Aquí está Photoblog de magister modelo Benenzon de la musicoterapia, seis días de intenso trabajo en Buenos Aires fantástica para mejorar nuestra profesionalidad. Ambos trabajan, pero la diversión también. gracias a todos los colegas que participaron en los seis días de la musicoterapia.


Aqui está Photoblog do magister Benenzon modelo de musicoterapia, seis dias de intenso trabalho fantástico em Buenos Aires para melhorar o nosso profissionalismo. Ambos trabalham, mas também divertido. Obrigado a todos os colegas que participaram dos seis dias da musicoterapia.


lunedì 12 luglio 2010

La musicoterapia come terapia nei soggetti colpiti da ictus

MEDICINA NATURALE
07/07/2010 -fonte la stampa.it

Battere l’ictus a tempo di musica

La musicoterapia come terapia nei soggetti colpiti da  ictus

Ascoltare della buona musica, al di là di quanto affermato dalle ricerche scientifiche, ci fa del bene o per meglio dire: ci fa sentire bene, su questo nessuno di noi ha dubbi. Un recente studio sembra però sostenere altresì una nuova ipotesi: la musica migliora la circolazione cerebrale, in particolare nei soggetti sofferenti a causa di un ictus.
Già da tempo gli esperti in musicoterapia erano in grado di stimolare, attraverso il suono, le funzioni cerebrali: per esempio tramite la stimolazione uditiva (RAS), una tecnica basata sulle connessioni tra movimento e ritmo. In questa maniera si invoglia il paziente a muoversi a tempo di musica a scopo terapeutico.
Vi sono sette piccoli studi che sono stati inclusi in una nuova revisione della Cochrane (Cochrane Systematic Review (http://www.cochrane.org/reviews/).  Questi hanno coinvolto in totale 184 persone. Solo quattro studi, però, sono stati rivolti a persone colpite da ictus e tre di questi hanno utilizzato come trattamento proprio la tecnica RAS.
Secondo tali ricerche la tecnica RAS ha migliorato notevolmente i movimenti delle braccia. «Questo studio mostra risultati incoraggianti per gli effetti della musicoterapia nei pazienti con ictus», afferma Joke Bradt dell’Arts and Quality of Life Research Center al Temple University di Philadelphia.
«Come la maggior parte degli studi che abbiamo esaminato, anche qui sono stati utilizzati metodi basati sul ritmo. Suggeriamo, quindi, che il ritmo può essere un fattore primario nella musicoterapia», ha aggiunto Bradt.
Per i pazienti con lesioni cerebrali sono state utilizzate anche altre tecniche di musicoterapia, tra cui l’ascolto di musica dal vivo e registrazioni. Queste sembrano essere in grado di migliorare il linguaggio, ridurre il dolore e modificare (in meglio) il comportamento.È da precisare che gran parte dei risultati è stato positivo ma gli studi sono ancora limitati a poche persone.
«Diversi studi analizzati hanno avuto meno di 20 partecipanti. Si prevede, per il futuro, l’ausilio di un numero maggiore di partecipanti per consentire valide raccomandazioni per la pratica clinica», conclude Bradt.
(lm&sdp)
Image: © Photoxpress.com

mercoledì 30 giugno 2010

Oltre la voce Montallegro 2010 il reportage

Anche quest'anno, la splendida cornice di Montallegro (Rapallo) , ha ospitato l'edizione 2010 del seminario OLTRE LA VOCE condotto da Lorenzo Pierobon. Anche quest'anno la qualità dei partecipanti (ed anche il loro numero) è stata elevata, in particolare la categoria cantanti/musicisti. Nonostante un tempo atmosferico "perturbato" , il lavoro è proseguito senza problemi, il canto, e la voce ci hanno accompagnato in questo percorso intenso e commovente. Un ringraziamento a tutti partecipanti , gli organizzatori, e a tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita di questo evento.....ci vediamo per la prossima edizione 2011   giugno 17-18-19.
Di seguito fotografie, video e i commenti   di alcuni partecipanti....


la lettura delle vostre mail mi riporta a quei momenti semplici e intensi che abbiamo condiviso e alle nostre voci che abbiamo intrecciato. Tutto risuona ancora e vibra a Montallegro, ma anche dentro me. Emozione, come un sentire personale quindi nella dimensione soggettiva, Commozione, come un sentire e muoversi nella relazione reciproca quindi nella dimensione interpersonaleComunione, come un sentire e muoversi soggettivamente e insieme verso la dimensione del Divino quindi nella dimensione transpersonale... e oltre. A.A.

superfluo dire quanti giovamenti ha avuto la mia voce da questo weekend di canto libero. Quando ho ripreso a cantare lunedì alle prove dell'opera mi sentivo un'altra persona, la mia voce risuonava ancora delle vostre, ma anche il mio cuore era carico del vostro affetto e del vostro bene, tanto che sprizzavo armonia da tutti i pori, ed avevo una stravoglia di cantare ancora più del solito G.M.



ho  fatto tanti gruppi e corsi intensivi nella mia vita e questo è il primo solo sul canto. Non so se per il canto o il momento particolare ...qui è rimasto un eco molto intenso e presente : ancora risuona questa esperienza e sorge il desiderio di un nuovo incontro e continuare  ...arriva agli occhi della mente percettiva un' immagine di un mondo dove il canto e i diversi suoni e overtones saranno la vibrazione continua di sfondo , di cura ,di com-unicazione, com-prensione  e com-unione. .la voce si è aperta con il cuore!  M.L.

ora sento il bisogno di rinnovarmi con gli armonici, poichè ho capito che essi sono preghiera pura, l'anima che canta al Suo Dio con amore, ma nell'amore.. A.P.

qualcosa di molto potente ha agito e mi è entrato dentro, è ancora nella pancia, non so ancora bene che nome abbia e cosa mi porterà ad affrontare ma a tempo debito lo scoprirò. Vi ringrazio ancora tutti! G.F.

Il week end mi ha fatto ritrovare pace e gioia...e oggi sento un'armonia che mi pervade...e mi fa sentire connessa...adesso anche a voi. S.N.


Esercizi di VoiceContact Improvisation

   



domenica 11 aprile 2010

Musicoterapia e autismo

Fonte GazzettadiParma.it
Giovanni, le prime parole dopo 15 anni

Alessia De Rosa

Dopo tre anni e mezzo di attesa, le prime parole.  Un lungo silenzio quello di Giovanni, un ragazzo autistico di quindici anni, dal quale è uscito grazie all’amore per la musica. 
Un amore che inizia nei suoi primi anni di vita e che gli ha fatto conoscere un nuovo mezzo per comunicare, la musicoterapia: disciplina che usa tutte le potenzialità dell’elemento sonoro all’interno di un processo terapeutico.
«A tre anni e mezzo mio figlio ancora non parlava. Non reagiva a nessuno stimolo esterno, chiuso nel suo mondo silenzioso. Un giorno ho visto il suo sguardo cambiare, catturato da qualcosa che stava ascoltando: c'era la radio accesa e le note di una canzone in sottofondo che riempivano la stanza». 
Inizia così il racconto di Valeria, la madre di Giovanni, che alla musicoterapia, dice, deve la gioia di aver sentito suo figlio chiamarla mamma. 
Un percorso lungo che inizia nel 1998 alla cooperativa sociale «Le mani parlanti»: «Fin da piccolo, Giovanni è sempre stato affascinato da tutto ciò che avesse un ritmo - racconta Valeria -. Ricordo bene come cambiava l’espressione del suo viso quando ascoltava la musica: il suo sguardo era più attento, si muoveva come se volesse ballare e mi sembrava che cercasse di cantare, ma senza riuscirci. Così mi sono informata sulla possibilità di utilizzare la musica per aiutare disturbi come l’autismo e ho scoperto, qui a Parma, l’associazione "Le mani parlanti" in cui mio figlio ha iniziato la musicoterapia». 
Un bambino di soli tre anni, Giovanni, capace di scegliere da solo la propria «cura» per abbattere quel muro di silenzio che lo divideva dal mondo intero.
Il percorso continua
Un percorso che continua ancora oggi al centro «Aias», ora che quel bambino è cresciuto e di anni ne ha quindici: «Fin dalla sua prima seduta è stato un successo - continua Valeria -. Ogni volta che mio figlio termina la sua ora di musicoterapia io vedo il suo viso sereno, rilassato. E questo, per me che sono una madre, è la cosa più importante». 
E' un racconto dolce e sospirato quello di Valeria che con soddisfazione, e particolari minuziosi tipici di ogni madre, racconta i progressi fatti dal figlio in questi dodici anni di terapia: «Dopo tre mesi che frequentava le sedute di musicoterapia Giovanni ha detto le sue prime parole: "mamma" e "papà". E dopo sei mesi ha cantato la sua prima canzone, "Mi scappa la pipì papà". Oggi Giovanni, grazie anche all’ausilio di altre terapie, riesce a comunicare facilmente».
«I ragazzi come mio figlio hanno bisogno di tanto amore e attenzione, ma soprattutto hanno bisogno di essere stimolati con quello che più gli piace». 
Stimoli e tenacia
 Uno stimolo che Giovanni ha trovato nella musica grazie anche alla tenacia della madre: «In quanto madre non mi sarei mai perdonata di non aver fatto tutto il possibile per aiutare mio figlio. Oggi lui va a scuola, fa sport, vede la televisione; io e mio marito cerchiamo di fargli vivere una vita normale, e se questo è possibile, ad oggi, mi sento di ringraziare anche la musicoterapia». 

giovedì 25 marzo 2010

Riparare il cervello con la terapia musicale neurologica

Finalmente la scienza comincia ad occuparsi della musica... terapia!! Michael Thaut, musicista e professore di neuroscienze alla Colorado State University, e Gerald McIntosh, direttore medico del Center for Biomedical Research in Music propongono questa interessante ricerca.
Fonte Brain factor

Riparare il cervello con la terapia musicale neurologica.E' un “nuovo modello scientifico dimostratosi efficace nel trattamento di disfunzioni cognitive, sensoriali e motorie dovute a malattie del sistema nervoso centrale”. Stiamo parlando della Terapia Musicale Neurologica (TMN), a cui Cerebrum, rivista di aggiornamento neuroscientifico della Dana Foundation, dedica oggi la sua prima pagina.
La ricerca biomedica ha portato nel tempo numerose “evidenze” sull'efficacia di interventi specifici basati sulla musica (vedere in proposito l'intervista diBrainFactor Livio Bressan del 3 Febbraio scorso su “Cervello e musicoterapia”).
Del resto “l'idea che l'educazione artistica migliori le abilità cognitive in realtà non è così ardita, nel contesto di ciò che chiamiamo plasticità attività dipendente, un punto fermo basilare della funzione cerebrale”, come scriveva lo scorso anno su BrainFactor Michael Posner (Posner M, “Come l'educazione artistica migliora attenzione e funzioni cognitive”, BrainFactor 17/09/2009).
L'utilizzo della musica in ambito clinico è cresciuta rapidamente anche grazie al neuroimaging, che ha messo in luce questa spiccata “plasticità” del cervello, consentendo inoltre di individuare i network neuronali che la musica riesce ad attivare.
Neurologi, neuroscienziati, ricercatori e clinici che si occupano di musicoterapia, sono riusciti infine a organizzare queste evidenze in un vero e proprio sistema di tecniche terapeutiche, a cui han dato il nome di “Neurologic Music Therapy” (NMT).
Michael Thaut, musicista e professore di neuroscienze alla Colorado State University, eGerald McIntosh, direttore medico del Center for Biomedical Research in Music della stessa università, hanno condotto ricerche con le quali hanno dimostrato miglioramenti nei disturbi di movimento riscontrati in pazienti reduci da ictus o sofferenti di Parkinson: “ciò è possibile proprio perché la musica e il controllo motorio condividono alcuni circuiti cerebrali”.
Ecco come i due ricercatori americani riassumono su Cerebrum i principi della NMT:
  • è una applicazione terapeutica della musica alle disfunzioni cognitive, sensoriali e motorie causate da malattie del sistema nervoso umano;
  • è basata su modelli neuroscientifici di percezione musicale e influenza della musica su cambiamenti comportamentali e funzionali del cervello di ordine non musicale;
  • le tecniche di trattamento sono basate sui risultati della ricerca scientifica e clinica e sono diretti a obiettivi terapeutici non musicali;
  • le tecniche di trattaemento sono standardizzate per terminologia e applicabilità e rientrano nell'ambito degli interventi musicali terapeutici (TMI), adattabili alle specifiche necessità del paziente;
  • la formazione degli specialisti di questa “pratica” innovativa deve riguardare l'ambito musicale, la neuroanatomia, la fisiologia umana, le patologie del cervello, la terminologia medica, la riabilitazione delle funzioni cognitive, motorie e del linguaggio.
Reference: