Vocal Harmonics in Motion
Canto armonico, musicoterapia, ricerca e sperimentazione vocale....... il Pieroblog
giovedì 26 agosto 2010
Magister Musicoterapia modello Benenzon a Buenos Aires
Aquí está Photoblog de magister modelo Benenzon de la musicoterapia, seis días de intenso trabajo en Buenos Aires fantástica para mejorar nuestra profesionalidad. Ambos trabajan, pero la diversión también. gracias a todos los colegas que participaron en los seis días de la musicoterapia.
Aqui está Photoblog do magister Benenzon modelo de musicoterapia, seis dias de intenso trabalho fantástico em Buenos Aires para melhorar o nosso profissionalismo. Ambos trabalham, mas também divertido. Obrigado a todos os colegas que participaram dos seis dias da musicoterapia.
martedì 27 luglio 2010
La voce che conquista lo sguardo delle bimbe autistiche
- LA STORIA UN ESPERIMENTO CONFERMA LE POTENZIALITÀ DELLA MUSICA NEL TRATTAMENTO DELLA SINDROME DI RETT
La voce che conquista lo sguardo delle bimbe autistiche
A Siena un artista si trasforma in un vero strumento di cura
(25 luglio 2010) - Corriere della Sera
lunedì 12 luglio 2010
La musicoterapia come terapia nei soggetti colpiti da ictus
Battere l’ictus a tempo di musica
Secondo tali ricerche la tecnica RAS ha migliorato notevolmente i movimenti delle braccia. «Questo studio mostra risultati incoraggianti per gli effetti della musicoterapia nei pazienti con ictus», afferma Joke Bradt dell’Arts and Quality of Life Research Center al Temple University di Philadelphia.
«Come la maggior parte degli studi che abbiamo esaminato, anche qui sono stati utilizzati metodi basati sul ritmo. Suggeriamo, quindi, che il ritmo può essere un fattore primario nella musicoterapia», ha aggiunto Bradt.
«Diversi studi analizzati hanno avuto meno di 20 partecipanti. Si prevede, per il futuro, l’ausilio di un numero maggiore di partecipanti per consentire valide raccomandazioni per la pratica clinica», conclude Bradt.
(lm&sdp)
mercoledì 30 giugno 2010
Oltre la voce Montallegro 2010 il reportage
Di seguito fotografie, video e i commenti di alcuni partecipanti....
la lettura delle vostre mail mi riporta a quei momenti semplici e intensi che abbiamo condiviso e alle nostre voci che abbiamo intrecciato. Tutto risuona ancora e vibra a Montallegro, ma anche dentro me. Emozione, come un sentire personale quindi nella dimensione soggettiva, Commozione, come un sentire e muoversi nella relazione reciproca quindi nella dimensione interpersonale, Comunione, come un sentire e muoversi soggettivamente e insieme verso la dimensione del Divino quindi nella dimensione transpersonale... e oltre. A.A.
Esercizi di VoiceContact Improvisation
lunedì 28 giugno 2010
Ecco la musica del Sole
Ecco la musica del Sole
Registrata la voce della stella
Un gruppo di ricercatori britannici rende per la prima volta percepibili dall'orecchio umano le armonie prodotte dagli archi magnetici. La melodia "è una vera noia", ma permetterà di capire meglio il nostro astrodi MARCO PASQUA fonte Repubblica.it

La registrazione è stata realizzata dal team di ricercatori che, già tre anni fa, nel corso di un convegno della Royal astronomical society, era riuscito a spiegare, nel dettaglio, il fenomeno di questa particolarissima armonia solare. Robertus von Fáy-Siebenbürgen, a capo del gruppo di astronomi dell'università di Sheffield, ha evidenziato come gli enormi archi magnetici che si generano nella corona solare, possano produrre delle onde sonore che si propagano come quelle di una corda di una chitarra. In altri casi ancora, producono onde simili a generate dagli strumenti a fiato.
Per arrivare a riprodurre i suoni, gli scienziati inglesi si sono serviti delle immagini catturate dal satellite di questi archi magnetici - che possono raggiungere anche lunghezze pari a 96mila chilometri - arrivando poi ad accelerarne la frequenza, in modo che anche l'orecchio umano possa sentirli. Come evidenziato già nel 2007, infatti, la frequenza dei suoni emessi è inferiore alla soglia minima udibile dall'uomo.
Non ci sarebbe nulla di avvincente in questa melodia: per ammissione stessa di chi l'ha sentita, è una "vera noia". "Sentire per la prima volta questi suoni, emessi da una fonte così grande e potente, è stato bello - ha detto il professore parlando con il Daily Telegraph - Siamo di fronte ad una musica che ci permetterà di studiare il Sole sotto una nuova prospettiva, e di comprendere meglio cosa avviene negli strati esterni dove le temperature raggiungono milioni di gradi". Gli archi magnetici, fanno notare gli esperti, vibrano "pizzicati" da potenti esplosioni che avvengono alla loro base. Le onde acustiche generate da ognuna di queste esplosioni viaggiano a una velocità che può variare dalle 45mila alle 90mila miglia l'ora e possono rilasciare un'energia pari a milioni di bombe all'idrogeno.
La ricerca degli scienziati britannici potrebbe aiutare gli astronomi a prevedere le temibili tempeste solari. La scorsa settimana, la Nasa ha ricordato come l'attività solare stia progressivamente aumentando: la conseguenza sarà l'immissione nel sistema solare, entro il 2013, di livelli di energia magnetica molto alti. Per gli esperti, ciò potrebbe mandare in brevissimo tempo in tilt tutte le apparecchiature elettriche, lasciando il pianeta al "buio". Potrebbero saltare anche i sistemi di comunicazione e tutti i dispositivi GPS.
"Studiare la musica del Sole - ha evidenziato a tal proposito il professor Fáy-Siebenbürgen - potrebbe darci la possibilità di capire meglio e prevedere queste tempeste solari". Per il docente, le prospettive future di conoscere il comportamento del Sole sono incoraggianti: "Questi archi oscillano come la corda di una chitarra o l'aria in uno strumento musicale a fiato. Col passare del tempo, le onde muoiono progressivamente, e questo ci potrà aiutare a comprendere meglio ciò che avviene nell'atmosfera solare".
lunedì 17 maggio 2010
Oltre la voce il seminario residenziale di Montallegro 2010
Un percorso alla ricerca della vibrazione interiore Seminario ESTIVO RESIDENZIALE 2010 con Lorenzo Pierobon
OLTRE LA VOCE… Sollevare il velo, lasciarsi trasportare eliminare il giudizio e i condizionamenti….andare oltre. Oltre la voce, per scoprire come questo stumento potentissimo ci possa condurre in un viaggio senza confini. E' diretto a chi intende scoprire il valore e la forza della voce umana intesa come strumento musicale e risuonatore spirituale. Il seminario si svolge attraverso un lavoro intensivo con la voce ed il suono intesi , blocchi, stress della vita quotidiana e di ristabilire armonia e vitalità nel corpo. Un lavoro profondo adatto a tutti che unisce al suono della voce e del canto armonico i movimenti del qi gong e pratiche di respirazione profonda.
Associazione Culturale Terza Onda – Tel. 02.84 65 286 (dalle ore 15.00)
info@terzaonda.com - www.terzaonda.com
per documentarti sui seminari puoi leggere il libro : SUONI DELL'ANIMA l'essenza nascosta della voce
giovedì 22 aprile 2010
Voices Mandala
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| Lashmi la devi dell'abbondanza, saggezza e del destino (opera di Irene Carzoli) |
Voices Mandala è una delle pratiche utilizzate dal metodo di training vocale Vocal Harmonics in Motion ® , consiste in un lavoro da svolgere in gruppo attraverso una serie di vocalizzazioni guidate.
Si comincia con l'ascolto del respiro, fino a che questo non diventa calmo e rilassato. Successivamente si emettono dei suoni composti da vocali "afone"; le vocali vengono estratte dal proprio nome secondo una sequenza precisa. La fase successiva consiste nel vocalizzare la stessa sequenza "in voce" (utilizzando le tecniche del canto armonico), nel momento della vocalizzazione si creano intrecci di armonici e vocali che danno vita ad un vero e proprio mandala di voci.
Al termine come accade anche per i mandala, quello che è stato prodotto verrà soffiato via, attraverso il suono/soffio del vento prodotto da tutti i partecipanti.
Questo esercizio, ha lo scopo di favorire un'attività respiratoria profonda e completa, di rafforzare l'apparato fonatorio, aumenta la comprensione delle modalità di emissione vocale e favorisce lo sviluppo dell'improvvisazione. Inoltre crea uno stato interno di profondo rilassamento ed aumenta la capacità meditativa di ciascun individuo.......il potere della voce.!!
"Magic Mandala", mostra di Irene Carzoli - 19 aprile - 30 Maggio 2010 presso Spazio Mudra, Piazza XXIV Maggio n. 8 Contatti: irene.carzoli@gmail.com
domenica 11 aprile 2010
Musicoterapia e autismo
Giovanni, le prime parole dopo 15 anni

Dopo tre anni e mezzo di attesa, le prime parole. Un lungo silenzio quello di Giovanni, un ragazzo autistico di quindici anni, dal quale è uscito grazie all’amore per la musica.
giovedì 25 marzo 2010
Riparare il cervello con la terapia musicale neurologica
Fonte Brain factor
E' un “nuovo modello scientifico dimostratosi efficace nel trattamento di disfunzioni cognitive, sensoriali e motorie dovute a malattie del sistema nervoso centrale”. Stiamo parlando della Terapia Musicale Neurologica (TMN), a cui Cerebrum, rivista di aggiornamento neuroscientifico della Dana Foundation, dedica oggi la sua prima pagina.- è una applicazione terapeutica della musica alle disfunzioni cognitive, sensoriali e motorie causate da malattie del sistema nervoso umano;
- è basata su modelli neuroscientifici di percezione musicale e influenza della musica su cambiamenti comportamentali e funzionali del cervello di ordine non musicale;
- le tecniche di trattamento sono basate sui risultati della ricerca scientifica e clinica e sono diretti a obiettivi terapeutici non musicali;
- le tecniche di trattaemento sono standardizzate per terminologia e applicabilità e rientrano nell'ambito degli interventi musicali terapeutici (TMI), adattabili alle specifiche necessità del paziente;
- la formazione degli specialisti di questa “pratica” innovativa deve riguardare l'ambito musicale, la neuroanatomia, la fisiologia umana, le patologie del cervello, la terminologia medica, la riabilitazione delle funzioni cognitive, motorie e del linguaggio.
giovedì 4 marzo 2010
Il canto modifica il cervello

Il canto modifica il cervello: dagli uccelli all'uomo
di Cristiana PulcinelliImparando a cantare, gli uccelli modificano la struttura del proprio cervello. E’ quanto emerge da uno studio condotto sui fringuelli da alcuni ricercatori della Duke University di Durham (Stati Uniti) pubblicata sull’ultimo numero di Nature. In particolare i ricercatori hanno studiato alcuni giovani uccelli canori che avevano ascoltato per la prima volta il canto di un uccello adulto. Analizzando con le tecniche di imaging la regione corticale del cervello legata alle abilità canore, si è visto che mentre apprendevano a cantare, avvenivano alcuni cambiamenti strutturali nelle spine dendritiche, le proiezioni delle cellule nervose dove avvengono le connessioni sinaptiche tra le cellule nervose stesse. Nelle prime 24 ore di apprendimento del canto, le spine dendritiche dei giovani fringuelli sono diventate più lunghe e più stabili. “Ci aspettavamo di vedere la costruzione di nuove spine e la perdita di quelle vecchie - ha dichiarato Richard Mooney, neurobiologo e coautore dello studio - invece ascoltare il canto di un adulto ha rapidamente stabilizzato le sinapsi in precedenza dinamiche”. I ricercatori hanno anche osservato un aumento dell’attività sinaptica.Studi precedenti avevano fatto pensare a una correlazione tra cambiamenti strutturali nel cervello e l’esperienza sensoriale, ma non si sapeva se questi stessi cambiamenti accompagnassero anche l’apprendimento, come invece sembra dimostrare questa nuova ricerca.Come suggeriscono gli autori della ricerca, questi risultati si potrebbero estendere all’essere umano ed aprire nuove strade alla medicina. La speranza, dicono, è quella di aiutare le persone a riacquistare la funzione del linguaggio dopo un evento traumatico come un ictus o con i nervi uditivi danneggiati. Del resto, una nuova ricerca, presentata al convegno dell’American Association for the advancement of Science che si sta svolgendo a San Diego, mostra che grazie al canto le persone che hanno subito un ictus possono riacquistare la parola. Le aree del cervello coinvolte nel linguaggio sono infatti altre rispetto a quelle coinvolte nel canto. Se le prime sono state daneggiate, i pazienti possono imparare ad utilizzare al loro posto le aree del canto.
Il canto modifica il cervello: dagli uccelli all'uomo
di Cristiana Pulcinellifonte unità.it
domenica 28 febbraio 2010
La musica può curare disturbi del linguaggio nelle vittime di ictus
| Riabilitare la facoltà di parlare nei pazienti colpiti da ictus fonte:www.lastampa.it | |
Un nuovo studio, poi, suggerisce che la musica può essere utilizzata efficacemente per trattare il deficit linguistico nei pazienti colpiti da ictus che, spesso, hanno notevoli difficoltà nel parlare. Un team di ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center e del Harvard Medical School ha condotto uno studio per comprendere gli effetti della musica nella cura dei pazienti colpiti da ictus. Il fatto sorprendente, hanno scoperto gli scienziati, è che le persone colpite da ictus hanno difficoltà a parlare, ma riescono molto più facilmente a cantare. Il dr. Gottfried Schlaug, che ha coordinato lo studio, ha dichiarato: «Questi interventi sono molto utili per le vittime di ictus. La musica è un buon mezzo per far sì che parti del cervello che non rispondono, invece rispondano. Se si analizza il modo in cui i pazienti parlano, i loro discorso è un po' più melodico. È quasi come se cantassero». Per lo studio sono stati coinvolti 12 pazienti colpiti da ictus di cui la capacità di linguaggio era stata compromessa. Facendoli seguire un tradizionale percorso riabilitativo si è mostrato come tutti i partecipanti fossero poi stati in grado di ripetere le parole a loro insegnate. Tuttavia, due terzi di loro erano in grado di utilizzare il nuovo metodo per cantare parole e anche intere frasi che non erano state insegnate loro. «Il grande vantaggio di questa tecnica è che è molto semplice. Non hai bisogno di essere un cantante d’opera o un musicista esperto per applicarlo. E noi abbiamo scoperto che alcuni pazienti non sono in grado di parlare, ma possono cantare. Incoraggiando le persone a cantare si può ottenere che tornino di nuovo a parlare». Ha sottolineato il dr. Schlaug. Secondo i risultati di questo studio, i pazienti possono essere in grado di negoziare con gli amici e parenti in modo scorrevole attraverso il canto e nel corso del tempo possono riconquistare la perduta fluidità del discorso che è associata con il normale parlare. Ad avvantaggiarsi maggiormente di questo metodo pare siano le persone che riescono a cogliere il profilo melodico delle parole, tuttavia la maggioranza dei soggetti è in grado di riuscire a gestire i discorsi cantando, laddove non ci riescano parlando. I risultati di questo studio sono stati presentati alla American Association for the Advancement of Science. (lm&sdp) | |
sabato 6 febbraio 2010
Cervello e musicoterapia
Michael Posner ha scritto su BrainFactor: "L'idea che l'educazione artistica migliori le abilità cognitive in realtà non è così ardita, nel contesto di ciò che chiamiamo plasticità cerebrale attività dipendente". Facciamo il punto sulla musicoterapia... Quali sono le sue basi neuroscientifiche? Come e quanto può essere clinicamente efficace? Qual è la sua realtà in Italia?
Lo abbiamo chiesto a Livio Bressan (nella foto).
Professore a contratto di Neurologia Riabilitativa presso la Scuola di Specialità in Neurologia dell’Università di Milano-Bicocca, Livio Bressan è medico plurispecialista in Neuropatologia, Nefrologia Medica, Medicina Interna. Dirigente Neurologo presso gli istituti Clinici di Perfezionamento di Milano e consulente presso l’Istituto Geriatrico Redaelli di Milano e Vimodrone, svolge attività clinica e di ricerca nell’ambito della Riabilitazione delle malattie Neurodegenerative. E' Coordinatore del Dipartimento di Neuroscienze presso l’Istituto Superiore di Osteopatia accreditato dall’Università del Galles. Noto per l’ideazione di un insieme di tecniche finalizzate al recupero cognitivo emotivo motorio e sociale dei malati di Alzheimer e Parkinson, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche.
Livio Bressan è anche appassionato musicista... Diplomato al Conservatorio in Chitarra Classica e diplomando in Flauto Traverso all’Accademia Filarmonica di Bologna, è inoltre iscritto al Corso Superiore di Composizione presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. Come Docente di Chitarra Classica ha preparato allievi che, sotto la sua guida, si sono diplomati presso vari Conservatori di Stato e, in molti casi, hanno vinto prestigiosi premi musicali Nazionali ed Internazionali. Sue Composizioni sono state eseguite da ensemble di fama internazionale quali il “Quintetto di fiati Arnold”, il “Trio Reginald” e la “Brex Contemporain Ensemble”.
Dottor Bressan, anzitutto una definizione di musicoterapia...
Secondo una definizione della Federazione Mondiale di Musicoterapia (WFMT), "la MT è l'uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un cliente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l'apprendimento, la motricità, l'espressione, l'organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici, al fine di soddisfare le sue necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive".


