venerdì 3 febbraio 2012

Musicoterapia, la chiave per raggiungere un giusto equilibrio con se stessi e con gli altri


Cosa ne pensano le colleghe ed i colleghi di questo improvviso interesse dei media per la musicoterapia? (L.P.)


Quante volte capita di riascoltare canzoni che hanno accompagnato periodi della propria vita, dall’infanzia, all’adolescenza fino all’età adulta, e che hanno anche caratterizzato momenti significativi durante la crescita. Quando dopo anni succede di risentire un particolare brano in un attimo e con incredibile facilità possono tornare alla mente ricordi che sembravano svaniti. Da ciò si evince come la musica abbia un enorme potere nella rievocazione dei ricordi e nell’espressione delle emozioni e dei sentimenti.

La World Federation of Music Therapy (Federazione Mondiale di Musicoterapia) ha dato nel 1996 la seguente definizione di musicoterapia: “è l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un utente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. La musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell’individuo in modo tale che questi possa meglio realizzare l’integrazione intra- e interpersonale e consequenzialmente possa migliorare la qualità della vita grazie a un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico”.

Più nello specifico, la musicoterapia è un tipo di intervento psicologico che permette al paziente di comunicare attraverso un codice alternativo definito ISO (Identità Sonora Individuale), cioè attraverso la musica, il suono e il movimento, tutti elementi utili a facilitare la comunicazione e ad aiutare il paziente ad esprimere le proprie difficoltà. L’obiettivo è quello di raggiungere un’armonia psicofisica, un giusto equilibrio con se stessi e con gli altri e di conseguenza una buona qualità della vita.

Tutte le attività creative sono molto utili per raggiungere un equilibrio psicofisico. La musica, come anche il canto e la danza, ha bisogno di ordine e concentrazione per esprimere al meglio le sue potenzialità creative e artistiche.  Essa ha un effetto positivo sia a livello fisiologico sia psicologico, in quanto, attraverso i suoni, può far emergere sensazioni e stati d’animo inconsci. Di fatto, la musicoterapia permette di esprimersi attraverso un codice alternativo a quello verbale e proprio per questo può essere funzionale a quelle persone che hanno difficoltà ad esprimere le proprie emozioni per sbloccare resistenze o conflitti interiori.

Il terapeuta utilizza soprattutto suoni, musica, silenzi e movimenti per aprire un varco nei canali comunicativi del paziente. Prevale quindi una modalità di comunicazione non verbale, dando così particolare valore alle emozioni, alle sensazioni, alle immagini, ai ricordi. È proprio la musica che riesce a far emergere sensazioni legate a ricordi sopiti che attraverso determinati suoni riesplodono nella memoria.

Ci sono comunque diversi ambiti di applicazione della musicoterapia che spesso vanno ad integrarsi alla psicoterapia: preventivo, educativo, socio-riabilitativo e terapeutico. La musicoterapia può essere applicata al paziente singolo o al gruppo e oltre agli adulti può essere molto utile anche ai bambini. Infatti, può essere usata nei casi di: autismo infantile, ritardo mentale, disabilità motorie, morbo di Alzheimer ed altre demenze, psicosi, disturbi dell’umore, disturbi somatoformi, disturbi del comportamento alimentare, ecc.

La musicoterapia può essere adoperata anche durante la gravidanza. A livello prenatale è impiegata per stimolare il sistema nervoso del bambino, il canto prenatale serve per migliorare la tecnica respiratoria della futura madre, durante il parto aiuta a rilassarsi e a contenere l’ansia. Un altro ambito di applicazione della musicoterapia è la scuola, dove spesso serve nei casi di handicap e disagio. In questo caso i bambini entrano in contatto con i compagni di classe attraverso la musica e i suoni. In particolare, vengono svolte attività di improvvisazione vocale e strumentale, manipolazione di strumenti ed oggetti sonori, ecc. che hanno come obiettivo quello di far capire al bambino il mondo che lo circonda ed il rapporto con gli altri.

La musicoterapia è utilizzata anche con gli anziani per contrastare il decadimento fisico e mentale e per cercare di mantenere e recuperare funzionalità intellettive che vanno deteriorandosi con il tempo. Il potere della musica è senza dubbio enorme. Anche laddove non si presentano patologie, aiuta chiunque a rilassarsi, a socializzare, a distrarsi e a divertirsi. Basta scegliere la colonna sonora giusta per iniziare la giornata

articolo di Elisabetta Rotriquenz  fonte  http://lifestyle.tiscali.it


giovedì 12 gennaio 2012

Le parole e le frequenze influenzano e riprogrammano il DNA



Le parole e le frequenze influenzano e riprogrammano il DNA, e di conseguenza il canto e l'intenzione rinforzano questo processo. La voce si pone ancora come strumento essenziale per un percorso interiore di crescita spirituale e di benessere. (L.P.)


 Il DNA umano è un Internet biologico, superiore, sotto molti aspetti, a quello artificiale. La più recente ricerca scientifica russa spiega, direttamente o indirettamente, fenomeni quali la chiaroveggenza, l’intuizione, gli atti spontanei ed a distanza di cura, l’auto-guarigione, le tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno alle persone (concretamente, dei maestri spirituali), l’influenza della mente sui modelli climatici e molto ancora. Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina completamente nuova nella quale il DNA può essere influenzato e riprogrammato dalle parole e dalle frequenza SENZA sezionare e rimpiazzare geni individuali.

Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le proteine. Questo subcomplesso di DNA è quello che interessa i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e catalogando. L’altro 90% è considerato “DNA rottame”. Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non è stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per intraprendere un’esplorazione di quel 90% di “DNA rottame”. I loro risultati, scoperte e conclusioni sono semplicemente rivoluzionarie! Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino di informazioni e per la comunicazione.

I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico, specialmente nell’apparentemente inutile 90%, segue le stesse regole di tutte le nostre lingue umane. Per questo motivo, hanno confrontato le regole della sintassi (il modo in cui si mettono insieme le parole per formare frasi e proposizioni), la semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole grammaticali di base.
Hanno scoperto che gli alcalini del nostro DNA seguono una grammatica regolare e hanno regole fisse come avviene nelle nostre lingue. Così le lingue umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un riflesso del nostro DNA inerente.

Anche il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i suoi colleghi hanno esplorato il comportamento vibratorio del DNA. (Per essere breve, qui farò solo un riassunto. Per maggiori informazioni, per favore, andate all’appendice finale di questo articolo).
La linea finale è stata: “I cromosomi vivi funzionano come computer “solitonici/olografici” usando la radiazione laser del DNA endogeno”. Questo significa che hanno fatto in modo di modulare certi modelli di frequenza con un raggio laser e con questo hanno influenzato la frequenza del DNA e, in questo modo, l’informazione genetica stessa. Siccome la struttura base delle coppie alcaline del DNA e del linguaggio (come si è già spiegato) sono la stessa struttura, non si rende necessaria nessuna decodificazione del DNA. Uno semplicemente può usare parole e orazioni del linguaggio umano! Questo è stato anche provato sperimentalmente.
La sostanza del DNA vivente (in tessuto vivo, non in vitro), reagirà sempre ai raggi laser del linguaggio modulato e anche alle onde radio, se si utilizzano le frequenze appropriate. Infine questo spiega scientificamente perchè le affermazioni, l’educazione autogena, l’ipnosi e cose simili possono avere forti effetti sugli umani e i loro corpi. E’ del tutto normale e naturale che il nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che possono influenzare il metabolismo cellulare con le frequenze modulate di radio e di luce per riparare difetti genetici.

E non finisce qui. Gli scienziati russi hanno anche scoperto che il nostro DNA può causare modelli di perturbazione nel vuoto, producendo così “cunicoli” magnetizzati!
I “piccoli buchi” sono gli equivalenti microscopici di quelli chiamati ponti Einstein-Rosen nella vicinanza dei buchi neri (lasciati da stelle consumate).
Questo processo di ipercomunicazione è più efficace in stato di rilassamento. Lo stress, le preoccupazioni e l’intelletto iperattivo impediscono il successo dell’ipercomunicazione o ne distorcono completamente l’informazione rendendola inutile. In Natura, l’ipercomunicazione è stata applicata con successo da milioni di anni. Il flusso di vita strutturato in “organizzazioni stato” di insetti lo prova drammaticamente. L’uomo moderno lo conosce solo ad un livello molto più sottile come “intuizione”. Però anche noi possiamo recuperarne a pieno l’uso.
Un esempio in Natura. Quando un formica regina è lontana dalla sua colonia, la costruzione continua con fervore e in accordo con la pianificazione. Tuttavia, se si uccide la regina, nella colonia tutto il lavoro si ferma. Nessuna formica sa cosa fare. Apparentemente, la regina invia i “piani di costruzione” anche da molto lontano per mezzo della coscienza gruppale dei suoi sudditi. Può stare lontana quanto vuole, fintanto che sia viva. Nell’uomo l’ipercomunicazione si attiva quando uno improvvisamente riesce ad avere accesso ad un’informazione che è fuori dalla propria base di conoscenze.
A quel punto questa ipercomunicazione viene sperimentata e catalogata come un’ispirazione o intuizione. Il compositore italiano Giuseppe Tartini, per esempio, una notte sognò che il diavolo si sedeva vicino al suo letto suonando il violino. La mattina seguente, Tartini potè trascrivere il brano a memoria con esattezza e lo chiamò la Sonata del Trillo del Diavolo.

Quando avviene l’ipercomunicazione, si possono osservare fenomeni speciali nel DNA, così come nell’essere umano. Gli scienziati russi hanno irradiato campioni di DNA con luce laser. Nello schermo si è formato un modello di onde tipico. Quando hanno ritirato il campione di DNA, i modelli di onda non sono scomparsi, sono rimasti. Molti esperimenti di controllo hanno dimostrato che il modello proveniva ancora dal campione rimosso, il cui campo energetico apparentemente è rimasto di per se stesso. Questo effetto ora si denomina effetto del DNA fantasma. Si presume che l’energia dello spazio esteriore e del tempo, dopo aver ritirato il DNA, fluisca ancora attraverso i “cunicoli”. La maggior parte delle volte gli effetti secondari che si incontrano nell’ipercomunicazione, anche degli esseri umani, sono campi elettromagnetici inspiegabili nelle vicinanze della persona implicata. 
Gli scienziati russi hanno irradiato diversi campioni di DNA con dei raggi laser e su uno schermo si è formata una tipica trama di onde che, una volta rimosso il campione, rimaneva sullo schermo. Allo stesso modo si suppone che l’energia al di fuori dello spazio e del tempo continua a passare attraverso gli tunnel spaziali attivati anche dopo la rimozione del DNA. 
Grazyna Gosar and Franz Bludorf nel loro libro Vernetzte Intelligenz spiegano queste connessioni in modo chiaro e preciso. Gli autori riportano anche alcune fonti secondo le quali gli uomini sarebbero stati come gli animali, collegati alla coscienza di gruppo, e quindi avrebbero agito come gruppo. Per sviluppare e vivere la propria individualità, tuttavia, avrebbero abbandonato e dimenticato quasi completamente l’ipercomunicazione.
Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza stabile, possiamo creare una nuova forma di coscienza di gruppo. Così come usiamo Internet, il nostro DNA è in grado di immettere dati nella rete, scaricare informazioni e stabilire un contatto con altre persone connesse. 
Senza un’individualità distinta la coscienza collettiva non può essere usata per un periodo prolungato, altrimenti si ritornerebbe a uno stato primitivo di istinti primordiali. L’ipercomunicazione nel nuovo millennio significa una cosa ben diversa.
I ricercatori pensano che, se gli uomini con piena individualità formassero una coscienza collettiva, avrebbero la capacità di creare, cambiare e plasmare le cose sulla terra, come fossero Dio! E l’umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo di coscienza collettiva.
Il DNA sembra essere anche un superconduttore organico in grado di lavorare a una temperatura corporea normale. I conduttori artificiali invece richiedono per il loro funzionamento delle temperature estremamente basse (tra -200 e -140°C). Inoltre, tutti i superconduttori possono immagazzinare luce, quindi informazioni. Anche questo dimostra che il DNA sia è grado di farlo.
Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai tunnel spaziali. Normalmente questi minuscoli tunnel sono altamente instabili e durano soltanto una frazione di secondo. In certe condizioni però si possono creare dei tunnel stabili in grado di formare delle sfere luminose. Le sfere emettono onde a bassa frequenza che vengono anche prodotte dal nostro cervello, quindi sono in grado di reagire ai nostri pensieri. Abbiamo fatto un grande passo in avanti nella comprensione della nostra realtà. Anche la scienza “ufficiale” conosce le anomalie della terra che contribuiscono alla formazione dei fenomeni luminosi. Queste anomalie sono state trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud di Roma.

L’articolo intero (in inglese) si può trovare sulla pagina www.fosar-bludorf.com (Kontext – 


Tutti i dati sono tratti dal libro “L’intelligenza in Rete nascosta nel DNA” di Von Grazyna Fosar e Franz Bludorf, (edito in Italia da Macroedizioni) riassunti e commentati da Baerbel.

dal Blog www.lorecalle.it


sabato 31 dicembre 2011

VoiceScapes

Dissero che "stava forgiando uno strumento d'amore dalla musica universale..."

Voicescapes

l'immagine è stata generata dalla voce e dal canto armonico attraverso un apposito software





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lunedì 14 novembre 2011

SOULSCAPES un viaggio interiore, attraverso i territori dell'anima.


Un estratto da SOULSCAPES il nuovo cd live di LIMINA.  Un viaggio interiore, attraverso i territori dell'anima.

David Rossato - sound alchemies 
Lorenzo Pierobon - voce, canto armonico

Photos by David Rossato


Il progetto "Limina" è il nostro tentativo di abitare e far abitare delle soglie. Innanzitutto la soglia della nostra percezione, laddove avviene l'incontro tra un fenomeno sonoro esterno ed i nostri vissuti interni, tracce della nostra anima. In quel luogo si apre uno spazio e si crea un tempo, di intimità e contatto. Lì forse si apre un'altra soglia, quella fra l'esserci e l'essere. E questo accade lungo un cammino che scopriamo nel camminare, in un mondo di suoni e risonanze interiori. A noi piace sostare in queste soglie, dove ogni suono, silenzio ed emozione hanno pari dignità d'esistere e importanza, se osservate e accettate nella loro presenza. 


CD disponibile a partire da dicembre 2011, in formato digitale da gennaio 2012

venerdì 21 ottobre 2011

Il tantra della voce



Il metodo Vocal Harmonics in Motion® si arricchisce di una nuova tecnica:
il TANTRA DELLA VOCE, nasce dopo un lungo periodo di sperimentazione attiva derivata dalle esperienze 
di Voice Contact Improvisation.
E' una pratica psico-corporea alla quale è stato aggiunto il mediatore sonoro della voce; l'attività si svolge in coppia attraverso il respiro, il movimento,  la voce  e la vibrazione, che  opportunamente indirizzate, riescono a trasmettere uno stato di  profonda e  intima  condivisione. 


Le fasi del TDV sono : 
  • vocalizzazione
  • ritualità
  • identificazione
  • attivazione corporea
La voce diventa il mezzo con il quale le informazioni passano da un corpo all'altro attraverso l'abbraccio(e)statico-sonoro e le vibrazioni indirizzate in punti specifici del corpo.

Favorisce il dialogo e l'armonia nella relazione, attivando una profonda comunicazione "non-verbale".


© 2011 Lorenzo Pierobon

La musicoterapia aiuta a esprimersi e combatte la depressione

Sempre più spesso  vengono pubblicate ricerche che sottolineano l'efficacia della musicoterapia nel trattamento di alcune importanti patologie.


L'ultima in ordine di tempo è quella pubblicata dal British Journal of Psychiatry riguardante la depressionee rilanciata dal Sole 24 ore



Aiuta a esprimere le proprie emozioni, anche quando farlo a parole è difficile: è questo il motivo per cui la musica aiuta a combattere la depressione. Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sul British Journal of Psychiatry, sono i ricercatori dell'Università di Jyväskylä (Finlandia), coordinati da Jaakko Erkkilä.



La ricerca è stata condotta su 79 soggetti affetti da depressione di età compresa tra i 18 e i 50 anni, 33 dei quali hanno seguito, oltre alle terapie standard - antidepressivi, psicoterapia e psicanalisi - anche 20 sedute di musicoterapia durante le quali hanno imparato a suonare uno strumento (come il tamburo o lo xilofono). Dopo tre mesi gli esperti hanno rilevato che i partecipanti che erano stati curati anche con le sessioni musicali mostravano meno sintomi di depressione e ansia e che, inoltre, questi effetti benefici erano visibili anche a distanza di sei mesi.

I risultati, spiegano gli studiosi, sono dovuti al fatto che la musica aiuta i pazienti a esprimere le proprie emozioni e a interagire in modo "non verbale", aiutandoli a descrivere le loro esperienze interiori anche quando non riescono a trovare le parole per farlo. «Abbiamo scoperto che attraverso la musica le persone spesso riescono a esprimere i propri sentimenti - spiega Erkkilä -. Alcuni pazienti hanno descritto questa esperienza come un 'gioco catartico
di Nadia Comerci 







martedì 13 settembre 2011

Canto armonico e tecnologia

Ormai da parecchi anni la tecnologia è al servizio della voce. In ambito musicale la manipolazione elettronica è un "must" sia in ambito pop che in settori più vicini alla ricerca e alla sperimentazione, non dimentichiamo poi il settore diagnostico con l' endoscopia,
il fonetogramma, lo spettrogramma etc.

Da qualche tempo però la tecnologia si è fatta portatile, l'avvento dell'IPAD ha evidenziato l'estrema mobilità di apparati molto leggeri, ma nello stesso tempo, in grado di ospitare software professionali ed estremamente accurati. Personalmente ho iniziato ad utilizzare IPAD2 in ambito didattico da alcuni mesi ed i risultati sono veramente sorprendenti.
Nell'apprendimento del canto armonico e delle Vocal Extended Techniques, molta importanza rivestono le posizioni di bocca , labbra e lingua; personalmente utilizzo la telecamera dell'IPAD per riprendere le posizioni, in modo da rendersi conto di tutti i micro movimenti che concorrono a filtrare il suono della nota  fondamentale (e rivedersi il video in un secondo momento, magari comodamente seduto a casa). 


Un'altro accessorio fondamentale è il registratore, una sorta di memoria storica, dei propri successi/insuccessi, strumento preziosissimo per ogni professionista che si occupa di didattica vocale o sperimentazione.
Per finire il "voice analyzer" che permette di evidenziare le formanti e gli armonici dell'emissione vocale, da poco ho inserito nel metodo VHM un esercizio:"disegnare la voce" , proprio perchè vedere sullo schermo la propria voce, aiuta a fissare nel corpo posizioni e posture vocali, aumentando considerevolmente la propriocezione. 
Alla fine tutto il materiale viene comodamente inviato all'allievo tramite una semplice e-mail.


Tutto questo in 600 gr e con un ingombro pari a quello di un'agenda!!! Potere della tecnologia. 
Lorenzo Pierobon

martedì 6 settembre 2011

Un'estate straordinaria


Non è sempre facile mettere nero su bianco le emozioni, ma ho deciso di farlo per i lettori di questo blog, ho deciso di condividere gli accadimenti di questa estate 2011, inaspettata e straordinariamente magica! 


I fili che collegano tra di loro i vari luoghi sono il canto, la voce, la musica...il viaggio nel tempo.
Tutto inizia a Cipro, il convegno di musicoterapia organizzato dal centro Benenzon, una riunione tra professionisti che utilizzano in musicoterapia il modello Benenzon. Una settimana intensa, un'isola in bilico tra oriente ed occidente, dove ancora si assapora il misticismo delle due religioni: ortodossa ed islamica. Un percorso all'insegna della formazione e della crescita personale attraverso l'improvvisazione musicale, ancora una volta il lavoro profondo e doloroso sulla storia personale. Un ringraziamento particolare al prof. Rolando Benenzon e a tutti i colleghi che hanno partecipato.

Ad agosto si passa in Puglia, Salento...terra magica intrisa di musica e ritualità. Mare stupendo, persone cordiali e tanta musica.
Il viaggio prosegue, si ritorna a Bari per il seminario del 10 agosto: in canto sotto le stelle, una serata di pratica del canto armonico, una partecipazione veramente nutrita, circa una trentina di persone, notte  di  canto, magica ed intensa sotto le stelle.

Da Bari si parte per un visitare luoghi sacri e permeati da un'intensa energia, chiese, pozzi, ipogei, grotte. La Puglia è una terra ricca di storia e di misticismo. La storia dei templari ci conduce verso Castel del Monte (anche per una visita notturna) luogo magico e di forza, e via via attraverso S.maria di Sovereto con le sue tombe e i suoi Omphalos, per sconfinare fino in Gargano nel monastero di Pulsano e terminare quindi nella splendida chiesa romanica di Ognissanti di Cuti, dove la luce del sole si allinea misteriosamente all'interno. Ho avuto la fortuna di poter cantare in buona parte di questi splendidi siti, in particolare nella chiesa di Ognissanti durante l'allineamento del sole al centro dell'altare, gli armonici sono letteralmente "esplosi", esaltati dall'architettura sacra.

Verso la fine di agosto la Sardegna ha ospitato il seminario sul canto sacro, un'altro incontro con  un paese, Mandas,  e persone straordinarie! Una terra antica e forte, luoghi magici, un seminario entusiasmante tra chiese, granai, monasteri, e albe incantate. La visita al giardino di Pinuccio Sciola , lo scultore che fa cantare le pietre ha riservato un'emozione intensa ripagata prontamente con il canto armonico tra le sculture.

I primi di settembre di nuovo a Bari per terminare il viaggio iniziatico attraverso i luoghi di grande energia, la visita della cattedrale di Bitonto che parla attraverso  i suoi simboli misteriosi, la fonte battesimale a forma di gral con il triplice cerchio come base, che se percossa, suona come una campana tibetana. I simboli cufici in arabo antico...il mistero continua.
Ed infine il dhikr con i fratelli Sufi; una connessione potente attraverso la preghiera che diventa canto.


Il ritorno...con una nuova  energia e consapevolezza, arricchito di suoni e di amore, perché siamo in AMORE!

Grazie a tutte le persone e luoghi che hanno permesso questa entusiasmante avventura.








martedì 30 agosto 2011

Gravidanza, tra musicoterapia e visualizzazioni guidate




Tratto dalla rivista "Medicina Naturale" febbraio 2011, autore Roberto Tognella

L’esigenza di partecipare a corsi di accompagnamento alla nascita è in continuo aumento tra le donne in gravidanza, come dimostra un’indagine ISTAT condotta su un campione di oltre 60mila famiglie italiane. Nel 2008 il 35% delle donne in stato interessante ha deciso di parteciparvi, dato in crescita rispetto al 30% registrato nel 2002. L’offerta di corsi di accompagnamento alla nascita è ormai ampia e copre l’intero territorio nazionale, corsi che sono perlopiù organizzati dalle stesse strutture sanitarie. Accanto a questa proposta, molti sono i percorsi, per alcuni versi complementari per altri “alternativi”, volti a soddisfare esigenze più particolari, spesso frutto di esperienze più o meno approfondite nelle discipline e terapie olistiche. Corsi di yoga in gravidanza, di meditazione, di canto carnatico, di bonding prenatale…

Musicoterapia e ipnosi ericksoniana
Un percorso integrato di musicoterapia e visualizzazione guidata per donne in gravidanza è quello pensato dal dottor Luciano Ghisoni, ginecologo esperto in diagnosi prenatale, direttore del Centro Medico Monterosa di Milano e consulente presso la Clinica Ostetrico Ginecologica Universitaria dell’Ospedale Sacco, insieme alla dottoressa Veronica Vismara, odontoiatra e trainer in programmazione neurolinguistica e esperta in  ipnosi ericksoniana, e a Lorenzo Pierobonmusicoterapeuta. Un percorso che è già in fase di sperimentazione con un gruppo di future mamme presso il Centro Medico Monterosa. «Lo scopo di questo approccio multidisciplinare, che coinvolge un medico ostetrico ginecologo, un musicoterapeuta e un’esperta in ipnosi e programmazione neurolinguistica», spiega il dottor Ghisoni, «è quello di proporre alle future mamme un percorso capace di aiutarle a sviluppare un clima di armonia interiore che favorisca le relazioni con il nascituro e, nello stesso tempo, di fornire delle risorse che potranno costituire un supporto concreto nella difficile fase del parto, nel puerperio e nei primi anni di vita del bambino. Un supporto concreto che oggi le future mamme ricercano, più o meno consciamente, per colmare quella sorta di vuoto che rimane nonostante la mole impressionante di informazioni che la donna è in grado di recuperare dai libri e ancor più dal web. Informazioni alle quali la futura mamma attinge in maniera a volte ossessiva per arrivare preparata al momento del parto».


Una risposta a quel senso di vuoto della donna in gravidanza
«Una ricerca», continua Ghisoni, «che nasconde, non poi così velatamente, un atteggiamento di paura nei confronti di questo evento… Seppure “super informata”, seppure la tecnica epidurale sia in grado di offrire delle ulteriori rassicurazioni, sebbene elementi medici, tecnici, diagnostici, possano garantire risposte precise e puntuali ai molti interrogativi durante la gestazione, alla donna servono altri strumenti per nutrire quelle esigenze più profonde nel corso della gravidanza. Strumenti più consoni che permettano quella discesa nella profondità dell’essere, quello spostamento dalla mente al cuore, così importante in questo momento unico della vita. La musicoterapia, le visualizzazioni guidate – supportate dalla supervisione ginecologica, atta a garantire il corretto svolgimento della gravidanza sotto il profilo medico – possono rappresentare strumenti molto validi e questo soprattutto alla luce delle molte evidenze scientifiche che supportano queste tecniche terapeutiche e che sottolineano la loro efficacia. Efficacia sulla mamma e sul feto durante la gravidanza, ma anche successivamente – grazie all’“onda lunga” che queste tecniche possono scaturire – sul neonato e sulla donna che, in quella fase delicatissima del puerperio, può dover affrontare anche la depressione post-parto».

Creare un “rivestimento sonoro prenatale”
Che il suono abbia una valenza importante nel corso della gravidanza lo confermano lavori effettuati da illustri studiosi come il professor Tomatis o da ricercatori come Sontag e Wallace. Tomatis ci dimostra che il neonato riconosce la voce della propria madre, e solo quella, filtrata in modo da simulare l’ambiente amniotico, mentre Sontag e Wallace sottolineano come la qualità dei suoni percepiti influenzi grandemente la vita prenatale. «Il genere di musica ascoltato dalla madre in fase di gravidanza è molto importante durante la vita intrauterina perché fornisce al feto una serie di sensazioni affettive. Più questa proposta musicale sarà ampia e più il feto avrà  la capacità di crearsi una sorta di “rivestimento sonoro prenatale” che diventa tutt'uno con l'ambiente nutritivo», spiega Pierobon. «D’altronde se già l’embrione è in contatto dai suoi primi istanti di sviluppo con le pulsazioni del cuore materno, con i movimenti uterini e addominali, a partire dal sesto mese, con il completo sviluppo dell’apparato uditivo, il feto sarà in grado di percepire i suoni trasmessi attraverso il liquido amniotico. Questo  è confermato anche dalle esperienze del professor Rolando Benenzon, psichiatra e musicista, che riferisce del caso di una madre molto angosciata a fine gravidanza la quale si calmava ascoltando la Madame Butterfly. L'ascolto di questa opera lirica era la sola cosa che riuscisse a calmare i pianti del bimbo dopo la nascita. La stessa esperienza è stata ripetuto dal dottor Jean Feijoo con un brano di Prokofiev tratto da Pierino e il lupo su una sua paziente. La voce della madre, del padre, la musica, i rumori esterni rappresentano quindi quell’imprinting sonoro, quell’“identità sonora gestaltica”, come la definisce il professor Benenzon, che il neonato sarà in grado di riconoscere e discriminare dopo la nascita, quel continuum che lo collegheranno al mondo intrauterino».

Dall’humming all’ascolto di un brano musicale
«Il percorso  di musicoterapia che proponiamo utilizza diverse esperienze sonore dall’ascolto di brani musicali , alle vocalizzazioni guidate ,  spontanee, improvvisate utilizzando suoni molto semplici e delicati», continua Pierobon. «Una vocalizzazione tipo l’humming, per esempio, il canto della lettera M, ha di per sé un’azione molto efficace. Questo suono ha una collocazione vibrazionale medio toracica alta e attraverso la conduzione ossea e il liquido amniotico si espande bene nell’addome. È un suono di contatto molto interessante, senzanecessariamente ricorrere a mantra conosciuti, e a volte inflazionati, come l’OM! Un fonema come molti altri che possono essere creati dalla semplice unione di consonanti e vocali per trasmettere la vibrazione o l’intenzione in una determinata parte del corpo. Parlando invece di brani musicali, la scelta non deve necessariamente cadere sul repertorio classico; ogni brano è ben accetto, anche se di musica pop, purché abbia un particolare significato per la madre.Un brano capace di porla in una condizione di pace e di benessere, una musica che può rievocare un vissuto felice, un’esperienza positiva. Quindi attraverso la musica non viene veicolata soltanto una vibrazione sonora, ma anche un’emozione, che è pur sempre una vibrazione – a livello però più sottile – un’intenzione di trasmettere al nascituro un pensiero di serenità, di pace, di tranquillità. Una volta individuato il brano, il compito sarà quello di insegnare alla futura mamma come “ancorarsi” ad esso e trasmettere le sensazioni al feto, e utilizzarlo dopo la nascita  quasi  fosse un kit di pronto intervento per intervenire in  un momento di disagio e  di sofferenza del bambino».

Ancorarsi a emozioni positive
Così come il suono, anche la parola può diventare uno strumento straordinario per trasmettere pensieri positivi al bimbo.  «Nel nostro percorso, l’imprinting avviene non solo con le vocalizzazioni o l’ascolto dei brani musicali», spiega Veronica Vismara, «ma anche attraverso le parole che vengono dette, e soprattutto attraverso il pensiero che la mamma produce. L’energia psichica della madre genera emozione tanto quanto la parola. Proiettare un’immagine positiva del feto è molto importante, sviluppare la convinzione che tutto stia andando per il meglio, che il feto sia ben formato e che la natura stia compiendo al meglio il proprio corso può rappresentare un potente antidoto alla necessità continua di ricevere riscontri oggettivi attraverso l’ecografia. Durante questi incontri di visualizzazione guidata, ci serviamo dell’ipnosi ericksoniana, metodo sviluppato da Milton Erickson, psichiatra e ipnoterapeuta.Con questo metodo la visualizzazione guidata è delicata, una visualizzazione molto di processo e poco di contenuto. Si forniscono delle indicazioni verbali, alle quali le future mamme dovranno aggiungere i loro contenuti, il loro vissuto, proprio come avviene per l’ascolto di un brano musicale. L’ipnosi ericksoniana aiuta a creare quella che è una proiezione futura e ad ancorarsi ad essa. Durante gli incontri vengono proposte fantasie guidate, anche in relazione allo stadio di gravidanza, suggestioni che lo sviluppo del feto sia corretto, adeguato, che il bimbo all’interno del grembo materno sia felice. La voce, che conduce queste visualizzazioni guidate, viene quindi registrata ed è a disposizione della mamma che potrà così riascoltarla a casa ogni volta che vorrà. Questo favorisce lo sviluppo di un percorso di autorilassamento attraverso il quale la donna sarà in grado di ancorarsi allo stato positivo, indotto dalla visualizzazione guidata, e di rientrare in esso ogni volta che ne sentirà la necessità per gestire i momenti di difficoltà, anche dopo il parto, quando più intensa   sara’ la sensazione di vuoto  percepita. Vuoto emotivo, ma anche fisico, visto che anche  la madre si è dovuta separare da quel meraviglioso grembo materno che 
l’ha accompagnata per nove mesi della sua vita.







domenica 14 agosto 2011

DEPRESSIONE: LA MUSICOTERAPIA E' EFFICACE



Ancora delle ricerche che rivelano come la musicoterapia possa essere efficace nel trattamento di alcune patologie (sempre affiancata ad un trattamento medico ).
Il non-verbale utilizzato dalla MT permette un lavoro intenso e profondo sulle emozioni e traumi dei pazienti (LP)





Fonte: AGI salute www.salute.agi.it

(AGI) - Helsinki, 4 ago. - Combinata con la terapia standard, la musicoterapia si rivela un trattamento efficace contro la depressione. Almeno nell'immediato. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sul British Journal of Psychiatry da un team di ricercatori dell'Universita' di Jyvaskyla, in Finlandia. I due responsabili del gruppo di ricerca, Jaakko Erkkila e Christian Gold, insieme ai loro colleghi, hanno reclutato 79 persone, tutte residenti in Finlandia e in eta' lavorativa (da 18 a 50 anni), cui era stata diagnosticata la depressione secondo i parametri del Classification of Mental and Behavioural Disorders. Ad alcuni partecipanti (33 persone) sono state casualmente assegnate venti sessioni di musicoterapia individuale di 60 minuti ognuna, in aggiunta alle cure standard, ad altri (46 persone) sono invece state assegnate solo delle terapie standard. In Finlandia la cura standard per la depressione comprende farmaci antidepressivi, 5 o 6 sedute di psicoterapia individuale e la consulenza psichiatrica. Due volte a settimana, con l'aiuto dei musicoterapisti, i partecipanti al gruppo di intervento hanno imparato a improvvisare musica usando uno strumento a percussione o una chitarra acustica. I ricercatori hanno valutato clinicamente tutti i partecipanti ogni tre mesi, scoprendo che dopo i primi tre mesi i partecipanti alle sessioni di musicoterapia hanno mostrato un miglioramento piu' marcato rispetto a quelli che ricevono solo cure standard, con indici di miglioramento soprattutto in tratti come la confidenza e l'ansia. Tuttavia, dopo 6 mesi, nonostante i miglioramenti fossero ancora evidenti, le differenze tra i gruppi non sono risultate piu' statisticamente significative. "La musicoterapia individuale associata con le cure standard - hanno osservato i ricercatori finlandesi - e' efficace per la depressione tra le persone in eta' lavorativa affette da depressione. Si tratta di uno strumento prezioso in vista dei futuri trattamenti". "La musicoterapia - hanno concluso - presenta qualita' specifiche che permettono alle persone di esprimersi e interagire in un modo non verbale".
 

lunedì 27 giugno 2011

Alle origini del canto sacro

Seminario: Suoni dell'anima alle origini del canto sacro -Mandas (Cagliari)
Un'occasione unica per ricercare le origini del canto sacro attraverso la pratica del canto armonico. 
Cinque giorni nell'incantevole Sardegna per , cantare, praticare e meditare attraverso l'uso della voce, nei siti dell'entroterra sardo caratterizzati da un alto livello energetico. 

Dal 24 al 28 Agosto a Mandas (Cagliari)   INFO    3423575786   070-3110265
Il programma prevede 20 ore di corso complessive.

Alla fine del corso sarà rilasciato un Attestato di Frequenza.




Il lavoro è diretto a tutti coloro, principianti e professionisti, che intendono scoprire il valore e
la forza della voce umana, intesa come strumento musicale e risuonatore spirituale. 




martedì 7 giugno 2011

Musicoterapia e dolore cronico

Riporto di seguito la notizia di questa ricerca spagnola riguardante la musicoterapia e la sua capacità di alleviare il dolore cronico. Nella ricerca viene citata  solo la musicoterapia passiva (ascolto di brani musicali). Tengo a sottolineare che anche la MT attiva (utilizzo di strumenti e improvvisazione)  ha una parte considerevole in questa area specifica, ed in particolare il modello di MT Benenzon, prevede un lavoro specifico sul dolore cronico. Non ultima la musicoterapia vocale, che impiega il canto e le vocalizzazioni in tutte le sue forme.(Lorenzo Pierobon)


La musicoterapia - associata a tecniche di rilassamento come l'immaginazione guidata - riesce ad alleviare i sintomi della fibromialgia, una patologia che provoca dolore cronico e che porta con sé conseguenze psicologiche come ansia, depressione e perdita di sonno. È quanto emerge da uno studio spagnolo, il primo in Europa in questo campo, proveniente dall'Università di Granada e pubblicato sulla rivista Pain Management Nursing dal team di María Dolores Onieva Zafra. 
La ricerca ha preso in esame 60 pazienti affetti da fibromialgia che sono stati invitati ad ascoltare, in casa propria, dei cd contenenti musica e una voce guida per la visualizzazione di immagini rilassanti messi a punto appositamente per lo studio.

Dopo 4 settimane in cui i pazienti avevano effettuato sessioni di ascolto giornaliere, i ricercatori hanno rilevato un miglioramento della qualità della vita e una riduzione dei livelli di dolore e di sconforto, benefici che si sono mantenuti anche nelle 8 settimane successive alla fine del trattamento. La terapia, spiegano i ricercatori, è prima nel suo genere e tra i vantaggi, oltre a essere economica, porta anche il fatto di poter essere “somministrata” al malato senza stress poiché i modi e i tempi possono essere scelti dal paziente, e inoltre perché può essere condotta in un ambiente come quello domiciliare. (Fonte ASCA)